Roma, 27 lug. (Adnkronos) - Sempre meno credito alle imprese italiane: tra maggio 2012 e maggio 2013 i prestiti bancari alle aziende sono diminuiti di 41,5 mld, -4,2%. Contemporaneamente il debito accumulato dalla Pubblica amministrazione verso le imprese ammonta a 91 miliardi. Lo rileva un rapporto di Confartigianato che ha 'misurato' la crisi di liquidita' che soffoca gli imprenditori italiani: da una parte i finanziamenti bancari sempre piu' scarsi e costosi, dall'altra i mancati pagamenti della Pubblica amministrazione che non onora i propri debiti: "una morsa che sta stritolando le nostre imprese". Al calo della quantita' di finanziamenti al sistema produttivo si accompagna l'aumento dei tassi di interesse. Secondo Confartigianato, a maggio 2013 il tasso medio per i prestiti fino a 1 milione di euro e' del 4,36% ma sale al 4,85% per i prestiti fino a 250.000 euro. Con questi valori, l'Italia e' seconda soltanto alla Spagna per i tassi piu' alti d'Europa: la differenza rispetto alla media Ue e' di 84 punti base in piu', ma lo spread sale a 148 punti base nel confronto con i tassi medi pagati dalle imprese in Germania. Il gap Italia-Ue per i tassi d'interesse genera un maggiore costo per oneri finanziari pari a 7,1 miliardi a carico delle aziende italiane. Le piu' penalizzate sul fronte dei tassi di interesse sono le piccole imprese con meno 20 addetti. A livello regionale la situazione peggiore si registra in Calabria dove le piccole imprese pagano i tassi piu' alti: 10,58%. Seguono la Campania con il 10,55% e la Puglia con il 10,22%. Sul versante opposto della classifica, il denaro e' meno costoso nella Provincia Autonoma di Bolzano (5,97%), nella Provincia Autonoma di Trento (6,64%) e in Emilia Romagna (7,94%). (segue)