(Adnkronos) - "Alla Legge Fornero -commenta Stefano Colli Lanzi, Ceo di Gi Group- va riconosciuta la capacita' di aver agito su alcuni temi apicali del mercato del lavoro, come l'articolo 18, le politiche attive, la stretta sulla cattiva flessibilita'. Tuttavia e' a una Riforma fatta in condizioni di emergenza, che hanno imposto, considerata la ristrettezza dei tempi, un compromesso al ribasso. Il risultato e' una Riforma che non ha inciso, dopo un anno dalla sua approvazione, sui comportamenti delle aziende". Il risultato e' negativo "con una produttivita' inferiore di oltre il 30% a quella tedesca". "Abbiamo -sottolinea Colli Lanzi- bisogno di istituzioni che sappiano guardare oltre il breve periodo, esprimano visioni di lungo termine e sappiano incidere sui comportamenti; altrimenti come e' successo con il recente pacchetto lavoro, rischiamo di dare non solo messaggi di breve respiro, ma anche contrastanti tra loro, si pensi per esempio alla marcia indietro fatta sul contratto a tempo determinato". Poi, a un anno dall'entrata in vigore della riforma, meno della meta' delle aziende che hanno preso parte all'indagine (il 44,4%) dichiara di aver assunto giovani fra i 15 e i 29 anni, che rappresentano il 55% degli inserimenti complessivamente realizzati. In totale, in questo periodo le aziende oggetto dell'indagine hanno assunto 16.403 giovani.La maggior parte dei ragazzi e' stata inserita con contratti di collaborazione a progetto (38,7%), seguono poi i contratti a tempo determinato (24,5%), i tirocini (13,2%), i contratti a tempo indeterminato (7,6%), l'apprendistato (6,3%), i contratti di inserimento (6,1%), la somministrazione a tempo determinato e indeterminato (3,1%) e la p.iva (0,6%). I lavoratori maturi restano "un problema non gestito" per il 47,6% degli interrogati, e la soluzione maggiormente impiegata per gestirli e' l'utilizzo delle competenze e delle esperienze dei lavoratori piu' maturi per affiancare quelli piu' giovani (coaching/mentoring), adottata dal 21,2% delle aziende indagate. Da rilevare anche che, fino a giugno 2013, le aziende del campione intervistato che hanno fatto ricorso alla staffetta intergenerazionale, strumento introdotto nel pacchetto lavoro dall'attuale governo Letta, sono rappresentate solo dal 4,3%. 8segue)