Bologna, 18 lug. - (Adnkronos) - E' stato battezzato 'blue carbon' ed e' il carbonio atmosferico catturato non dalle foreste di terra ('green carbon') ma dai molluschi che vivono nel mare o nelle lagune salmastre. Si tratta di fatto, della quota di anidride carbonica che viene sequestrata dai gusci di ostriche, cozze e vongole. Un processo di fotosintesi marina attorno al quale ruota l'accordo nazionale, primo nel suo genere a livello mondiale, siglato oggi a Bologna tra Unindistria Rovigo e Lega Pesca-Ama (Associazione mediterranea acquacoltori). In sostanza, l'accordo mira a far entrare le imprese italiane di molluschicoltura nei due mercati, quello obbligatorio e quello facoltativo, dei 'carbon credit'. L'intesa si fonda sugli studi effettuati dal professore ordinario di Microbiologia dell'Universita' Ca' Foscari di Venezia, Giampiero Ravagnan, che oggi, in occasione della firma dell'intesa a Bologna, ha spiegato come "la quantita' di Co2 sequestrata dai gusci dei molluschi puo' rappresentare fino al 20-30% del peso delle valve, vale a dire che per 10 chili di gusci si catturano 2/3 chili di anidride carbonica". Sui grandi numeri, il rapporto e' di circa una tonnellata di Co2 fissata nei gusci di 3 tonnellate di mitili freschi. "E' di fatto il sistema piu' efficiente che esiste in natura per sequestrare Co2 - ha aggiunto Ravagnan - e se consideriamo che il pianeta e' fatto per due terzi di acqua, capiamo come questo sistema possa incidere favorevolmente sull'ambiente piu' della Foresta Amazzonica". Per questo, ha concluso Ravagnan, "e' importante tenere puliti i nostri mari, poiche' se le acque sono inquinate, la luce non puo' filtrare e la fotosintesi, con la conseguente cattura di Co2, viene ostacolata e ridotta". (segue)