Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - Dopo il leggero calo di dicembre 2012 torna a crescere il differenziale di tasso tra prestiti offerti in Italia e quelli offerti in Eurolandia, mentre cala leggermente quello sui mutui. Lo segnalano Elio Lannutti di Adusbef) e Rosario Trefiletti di Federconsumatori commentando i dati forniti da Bankitalia e BCE aggiornati a maggio 2013. Per i mutui, il differenziale e' infatti passato da 119 punti base di dicembre 2012, a 114 di maggio 2013. Per i prestiti il differenziale e' salito da 152 p.b. di dicembre ai 163 di maggio 2013. In base a questi dati un mutuo di 100mila euro a 30 anni vede il mutuatario italiano pagare una rata mensile di 66 euro piu' alta del mutuatario di Eurolandia (792 euro in piu' all'anno). A conclusione del mutuo, avra' pagato 23.760 euro in piu' di un cittadino dell'area Euro, differenziale cresciuto rispetto ai 23.040 euro della rilevazione di aprile. Per lo stesso mutuo ma a 20 anni, alla fine il mutuatario italiano avra' pagato 14.400 euro, differenziale in crescita rispetto ai 13.912 euro in piu' della rilevazione di aprile. Le nostre banche - e' la denuncia dell'associazione dei consumatori - "continuano ad approfittare del basso livello dell'Euribor per i tassi variabili ed Eurirs per i tassi fissi (in leggera crescita negli ultimi giorni) per imporre spread altissimi sui mutui". Adusbef e Federconsumatori invitano cosi' il governo a porre al centro dell'azione la questione bancaria "eliminando o riducendo la speculazione su tassi, prestiti, costi e condizioni, imponendo agli istituti di credito la loro mission di sana e prudente intermediazione creditizia al servizio dell'economia, invece di impiegare 265 miliardi di euro di prestiti triennali Bce al tasso dell'1% per incrementare il portafoglio dei titoli di Stato".