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Sardegna: Cna, isola fanalino di coda europeo per benessere, ricchezza, turismo e Itc (5)

domenica 21 luglio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - La ricerca della Cna compara i dati della Sardegna con quelli delle isole Canarie, dove da piu' di dieci anni e' presente la zona franca doganale e fiscale. La situazione non ha consentito all'arcipelago spagnolo di ottenere performance migliori della Sardegna con cui presenta profili di criticita' analoghi: scarsa capacita' innovativa delle imprese, bassa produttivita', bassi livelli di Pil pro-capite e, soprattutto, indicatori critici di welfare e lavoro (specialmente per quanto riguarda sanita' e occupazione giovanile). Nonostante quindi la zona franca integrale, la crisi economica nazionale e internazionale non solo non ha risparmiato il sistema economico delle Canarie, ma per certi versi ha avuto un impatto anche piu' drammatico che altrove. Per fare un esempio, il tasso di disoccupazione ha raggiunto, nella media del 2012, il 33% (22 punti percentuali in piu' del 2007), con la disoccupazione giovanile arrivata a superare il 60% (40 punti percentuali in piu' del 2007). Se poi si guarda al Pil pro-capite, anche tenendo conto degli indici di parita' di potere d'acquisto comunque vantaggiosi, si osservano livelli simili a quelli della Sardegna (nel 2011, 20.900 euro a parita' di potere d'acquisto contro i 19.100 della Sardegna) e una dinamica decennale reale decisamente piu' negativa, soprattutto nel quadriennio di crisi 2011-2007. La scarsa accessibilita' e l'insularita' sono spesso considerati i principali fattori responsabili del deficit competitivo della Sardegna. Ma alla luce di quanto emerso dalla ricerca, i due fattori rappresentano solo due dei tanti elementi, e forse nemmeno i piu' critici, che, combinati assieme, concorrono nel determinare risultati deludenti e per certi versi anche preoccupanti. Il vero nodo da sciogliere, secondo la Cna sarda, e' con quali risorse si finanziano le politiche di sviluppo, visti i limiti sempre piu' stringenti che i bilanci pubblici dovranno osservare. "Occorre aprire il cantiere delle riforme, riducendo e semplificando la filiera istituzionale-amministrativa coi rispettivi enti di emanazione, riordinandola secondo il criterio di specializzazione, stabilendo 'chi fa cosa' e attribuendo al livello titolare di una funzione le competenze necessarie per svolgere quelle funzioni", spiegano Bruno Marras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionali della Cna sarda. "Inoltre e' necessario modificare in maniera radicale i presupposti su cui si articola il bilancio regionale, la cui composizione e' un deterrente alla crescita, avviando - concludono Marras e Porcu - una progressiva opera di riduzione delle tante voci di costo improduttive e comprimendo drasticamente quelle di tipo meramente assistenziale, istituite per fronteggiare emergenze momentanee, ma oggi non piu' giustificabili e sostenibili dal pubblico erario".

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