(Adnkronos) - Un intervento che, spiega il docente, e' "stato necessario ma non e' stato ancora sufficiente. Ma quello che e' stato fatto potra' servire come esperienza in futuro. E' recentissimo l'accordo per una nuova moratoria tra Abi, rappresentanze di imprendori e il Governo attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, poi il fondo di garanzie per le piccole e medie imprese che potra' servire da volano per consentire di superare il momento di crisi e mettere nuova liquidita' nel sistema e nell'economia reale". Scipione sottolinea inoltre il ruolo dei Confidi, "realta' spesso sottovalutata ma che ha supportato le imprese nelle attivita' fornendo garanzie per poter facilitare l'ottenimento dei prestiti e l'allungamento delle scadenze. I Confidi sono sottoposti a un processo di riordino, in parte imposto dalla crisi e in parte dalla nuova regolamentazione per cui i Confidi marginali, ai limiti dell'illiceita', dovrebbero scomparire e si va verso Confidi piu' strutturati per dimensioni e risorse. Ma i dati fanno rilevare che comunque anche per essi le sofferenze sono in continuo aumento e inficiano i bilanci delle stesse banche. Questo dimostra che se il sistema bancario non sorreggera' l'economia reale, finira' anch'esso per crollare". "Le banche hanno avuto dalla Bce tanti miliardi - incalza Longobardi - che possono utilizzare per finanziare la piccola impresa, ma non l'hanno fatto perche' hanno pensato a ricostituire e mettere insieme il loro bilancio capitale non creando finanziamento e abbandonando la piccola impresa. Si parla di famiglie, storie legate al territorio e alla tradizione familiare. Da qui nasce il disagio sociale. Le banche non possono permetterlo, devono capirlo e adeguarsi. Come fanno le Bcc, che vivono sul territorio e hanno capito meglio come comportarsi in questo scenario".