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Ilva: ambientalisti a Parlamento Bruxelles, non vogliamo morire per produzione (3)

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - A dimostrazione di questi dati scoraggianti Battaglia ha citato le ordinanze del gip Todisco, gli studi scientifici, un recente convegno medico di livello nazionale, le migliaia di pagine di documenti, le perizie, le fotografie, i video, e infine "una popolazione intera che puo' testimoniare che cio' che è accaduto e che accade ancora a Taranto non rientra nella definizione di normalita"'. Secondo l'ambientalista "cio' che accade a Taranto non sarebbe mai potuto accadere in nessun altro posto e non senza il silenzio continuo e complice delle istituzioni italiane che sapevano e che non hanno mai fermato la produzione dell'Ilva perche' l'Ilva e' parte delle risorse strategiche. Le autorita' italiane ha affermato - hanno sempre saputo ma fingono ancora di non vedere. Al momento, continuano a garantire all'Ilva di poter produrre come ha sempre fatto negli ultimi 20 anni. Sono qui oggi per portarvi la testimonianza del fatto che a Taranto la situazione non e' cambiata, e che tutte le presunte misure prese dalle istituzioni non sono state efficaci e anche se lo fossero state, esse non sono state messe in opera. Noi stiamo morendo di diossina, di inquinamento, di aria. Si puo' morire perche' si respira? Si', si puo"', si e' risposta. "Oggi sono qui per gridare con tutta la mia forza il nostro bisogno di aiuto. La nostra sete di giustizia. Vi porto i sussurri disperati delle mamme all'Ospedale Moscati di Taranto in attesa che i loro bambini vengano operati di cancro. Vi porto la speranza degli operai dell'Ilva, la speranza di poter lavorare senza morire. Vi porto - ha concluso - le lacrime della mia gente, la voce di una citta' a lutto che ha bisogno dell'aiuto dell'Europa, che ha bisogno di cio' per cui i nostri magistrati a Taranto lottano e che ci e' negato: la giustizia".

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