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Crisi: la ricetta dell'Ambrosetti Club per tagliare il debito/Il documento (4)

domenica 16 settembre 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - - PATRIMONIO ARTISTICO COME VOLANO PER LA CRESCITA - Il patrimonio artistico italiano, ricorda il Club, e' il piu' grande del mondo, ma anche uno dei meno redditizi: il ritorno commerciale dei siti Unesco degli Usa (20; l'Italia ne ha ben 43) "e' sedici volte superiore a quello dell'Italia. Quello di Francia e Spagna e' rispettivamente 4 e 7 volte quello italiano". Il Club propone una collaborazione con il settore privato in due fasi, per stimolare il turismo e il suo indotto: "Creare un sistema di concessioni a privati di parte del patrimonio artistico italiano (quello con un valore commerciale) in cambio di un canone di concessione annuo; conferimento di una parte degli asset dati in concessione ad un fondo di investimento a larga partecipazione statale. La valutazione degli asset avviene a prezzi di mercato. I soci di minoranza dovrebbero avere un'opzione put, lo Stato una call". - GUADAGNARE COMPETITIVITA' TRAMITE FISCAL DEVALUATION - Negli ultimi 10 anni il costo unitario del lavoro in Italia e' aumentato del 20%, contro il +8% della Germania, con una crescita della produttivita' "stagnante" e un potere di acquisto in riduzione. Il Club propone una fiscal devaluation, vale a dire di ottenere "gli stessi effetti di una svalutazione competitiva spostando il carico fiscale dal lavoro (cosiddetto cuneo fiscale), che incide direttamente sul prezzo finale di un prodotto sia sui mercati esteri che su quello interno, alla tassazione indiretta (Iva), che grava solo sul prezzo interno". Vale la pena di citare estesamente la proposta: "Il prezzo finale di un bene dipende, tra l'altro, dal costo del lavoro. Se si riduce il cuneo fiscale, lasciando inalterato il salario netto dei lavoratori (ma uno dei curatori, interpellato sul punto dall'Adnkronos, precisa che i salari netti dovrebbero aumentare; ndr), le aziende avranno la possibilita' di immettere sui mercati internazionali beni a prezzi piu' competitivi. Sul mercato nazionale, se l'aumento dell'Iva viene compensato dal minor costo del lavoro per le imprese, il prezzo dei beni nazionali rimane invariato, mentre aumenta quello dei beni importati. Il potere d'acquisto dei lavoratori rimane inalterato (stessi prezzi, stesso salario netto)". Per compensare la regressivita' dell'aumento dell'Iva, il Club propone di accompagnare la riforma con una "riduzione delle aliquote Irpef per gli scaglioni di reddito piu' bassi e da un aumento di quelle per i redditi piu' elevati". (segue)

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