(Adnkronos) - "Questa prospettiva - continua il presidente di Ance Veneto, Luigi Schiavo - non e' confortante. Abbiamo assistito negli ultimi cinque anni al dimezzamento degli investimenti pubblici in infrastrutture. Il coinvolgimento dei privati, pertanto, rimane l'unica possibilita' per portare avanti le grandi opere pubbliche, pena l'avvitamento di questo Paese in una spirale di regressione di competitivita' e modernita'. Ma i privati devono essere adeguatamente supportati. Ci auguriamo che il ministero di via XX Settembre non lesini sforzi e risorse per un tema cosi' cruciale per l'economia e l'occupazione". "In assenza di misure fiscali forti - continua Schiavo - il prezzo da pagare per il Nord Est e il Veneto sarebbe alto, con gravi ripercussioni sia per le 43 opere contenute nella legge obiettivo: Pedemontana, Valdastico Sud tra quelle gia' avviate; Valdastico Nord, Nogara-Mare, Romea Commerciale, Alta capacita' Brescia Padova, Porto Off-Shore di Venezia tra quelle piu' importanti in fase di avvio o discussione - Il piano dell' "Alta capacita' fatta dai privati" che stiamo portando avanti insieme a Confindustria Veneto e Regione Veneto, risulterebbe fortemente ridimensionato". "Ancora una volta, il centralismo statale rischia di mettere in secondo piano esigenze e prospettive del Nord Est, un'area vitale per l'intera economia del Paese. La necessita' di maggiore autonomia per la macro-regione del Nord Est per drenare risorse e rispondere piu' accuratamente ai bisogni del territorio, diventa quanto mai attuale in circostanza come queste. Sarebbe opportuno, infine, creare un sistema di incentivi ai privati anche per la realizzazione di piccole e medie opere pubbliche", conclude Schiavo.




