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Varato un nuovo redditometro per combattere l'evasione fiscale

Proprietà, residenze, minicar, scuole e stili di vita gli indicatori che ne faranno parte
di Roberto Amaglio giovedì 20 maggio 2010

2' di lettura

Dichiarare “0” o quasi nella dichiarazione dei redditi e girare per le città più ricche d’Italia in macchinoni costosissimi, mentre si torna nella bella casetta a due passi dal centro. Questa era una delle tante facce sgradevoli dell’evasione fiscale, con la Guardia di Finanza che spesso si è trovata di fronte a casa paradossali di nullatenenti con garage che avrebbero fatto invidia al più prestigioso dei collezionisti di auto. Ma ora la pacchia sembra poter finire. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha perfezionato un nuovo “redditometro”, lo strumento di controllo già utilizzato per gli studi di settore volto a scovare quelle dichiarazioni dei redditi che, usando una litote, non sono aderenti alla reale situazione economica. Fatto salvo il meccanismo del redditometro (che, partendo dai redditi dichiarati, incrocia i 730 sospetti con varie voci indicanti lo status sociale ed economico del dichiarante), d'ora in avanti il redditometro avrà molti più dati su cui potersi basare. Tra questi: le spese per l’abitazione (dalle ristrutturazioni ai mutui), le spese per gli autoveicoli (come macchine di lusso o mini-car), le spese per il  tempo libero (crociere o iscrizioni a circoli sportivi), oltre ai movimenti di capitali o assicurazioni. E per il momento i primi test sull'impatto che potrebbe avere il nuovo strumento hanno dato buoni risultati: infatti sono emerse 97.000  posizioni a rischio in cui il costo di un autoveicolo era più del doppio rispetto al reddito dichiarato. Di questi il 15% sono lavoratori dipendenti, il 25% reddito d’impresa, il 48% lavoro autonomo e il restante 12% entrano nella voce altro. Ora i criteri del nuovo redditometro saranno ulteriormente testati applicandoli in via sperimentale ad un campione rappresentativo di 830.000 famiglie, con l’obiettivo di realizzare una stima del rapporto tra reddito dichiarato e voci indicative di capacità di spesa. Inizialmente saranno selezionate diverse tipologie di famiglie, tenendo conto, tra l’altro, dei consumi di energia e gas, delle  spese di locazione, del mutuo, della partecipazione alle aste, dell’iscrizione a circoli dei contributi versati per i collaboratori domestici, del movimento di capitali e delle assicurazioni sottoscritte o l'iscrizione dei figli a istituti privati.

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