Scattano gli aumenti sulla pensione di febbraio. La rivalutazione degli assegni, nota come perequazione, è stata fissata all'1,4% sulla base dell'inflazione stimata. Premiati soprattutto gli assegni più bassi. In ogni caso, l'aumento segue tre scaglioni principali basati sull'importo lordo mensile:
-rivalutazione al 100% (aumento del 1,4%) per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo, ovvero fino a 2.413,60 euro lordi;
-rivalutazione al 90% (aumento del 1,26%) per gli assegni compresi tra 4 e 5 volte il minimo (fino a 3.017,00 euro lordi);
-rivalutazione al 75% (aumento del 1,05%) per i trattamenti che superano di 5 volte il minimo Inps.
Facendo alcuni esempi concreti, quindi, gli aumenti saranno di questo tipo:
-pensione di 1.000 euro: aumento di 14 euro lordi al mese (182 euro annui);
-pensione di 1.500 euro: aumento di 21 euro lordi al mese (273 euro annui);
-pensione di 3.000 euro: aumento di 41 euro mensili (in questo caso il calcolo è misto: l'1,4% si applica fino a 2.413,60 euro e l'1,26% sulla quota eccedente);
-pensione di 4.000 euro: aumento di 51,70 euro lordi al mese.
Non bisogna dimenticare, però, l'effetto del fiscal drag: tra il 2022 e il 2026, a fronte di una rivalutazione lorda del 16,46%, il guadagno netto reale si è spesso fermato al 12%. Per quanto riguarda il trattamento minimo, invece, l'importo base sale a 611,80 euro. Una cifra a cui va aggiunta la maggiorazione straordinaria dell'1,3% prevista per legge, che porta l'assegno finale a 619,80 euro mensili.
Quando verranno erogate le pensioni? Il calendario Inps prevede che il pagamento avvenga il primo giorno bancabile del mese. Quelle di febbraio, dunque, saranno erogate a partire da lunedì 2 (sia in banca che in posta). Faranno eccezione il mese di maggio, quando i pensionati riceveranno l'accredito il 2 maggio in posta e il 4 maggio in banca, e agosto: il pagamento è previsto il 1° agosto per Poste Italiane e il 3 agosto per gli istituti bancari.