Scattano i controlli sull'Isee. Di vitale importanza per ottenere i vari bonus, vista la sua centralità si è deciso di implementare i controlli oltre che di far piena luce su quali siano i rischi per chi non presenta un Isee conforme. Ecco allora che con le nuove regole, scuole, università, Comuni e in generale tutte le Pa che concedono dei bonus non riceveranno più, passivamente, l’attestazione Isee da parte dei cittadini ma avranno facoltà di ottenere d’ufficio tutti quei dati fondamentali per la compilazione del documento, il tutto attraverso la piattaforma digitale dell’Inps. E a sua volta questa svilupperà quanto richiesto incrociando le informazioni dichiarate nella Dichiarazione Sostitutiva Unica con quelle già presenti nelle banche dati pubbliche.
In caso di un Isee non corretto, il cittadino rischia di vedere revocati del tutto bonus e benefici ricevuti ma non solo, perché nei casi accertati scatta anche la restituzione coatta delle somme percepite. Ma non è tutto, perché qualora venga accertato l'intento legato a una falsa dichiarazione, può delinearsi il reato di truffa ai danni dell’Inps o della pubblica amministrazione con la conseguente apertura di un procedimento penale che può portare alla reclusione da sei mesi a tre anni oltre al pagamento di una sanzione.
Inps ed autorità competenti hanno dunque la facoltà di indagare sulle dichiarazioni Isee anche a distanza di alcuni anni. In particolare quando si tratta del recupero delle somme percepite in maniera indebita, il termine è di 5 anni a partire dal momento in cui si presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica o DSU.