Prosegue la lotta del Fisco agli evasori. Nel 2025 sono stati trovati 200mila soggetti, tra persone fisiche e imprese: alcuni non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, altri erano totalmente sconosciuti al Fisco. A sottolinearlo è stato Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso del suo intervento a Telefisco 2026.
Carbone ha spiegato che il 57% di questi evasori (116mila) non aveva proprio presentato la dichiarazione, pur essendo tenuti a farlo perché avevano redditi da dichiarare. Il restante 43% (86mila soggetti) erano del tutto sconosciuti al Fisco, nel senso che svolgevano la loro attività completamente in nero. La battaglia proseguirà anche nei prossimi mesi: nel 2026, infatti, come ha spiegato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, partiranno 2 milioni e 400mila lettere di compliance.
Intervenendo a Telefisco del Sole 24 ore, Carbone ha spiegato che le analisi del rischio dell'Agenzia si basano su criteri selettivi e partendo da questi si riesce a intercettare quelle casistiche che presentano incongruenze particolarmente significative.
Sempre all'evento del Sole 24 Ore è intervenuto anche Maurizio Leo, viceministro dell'Economia: "Bisogna fare la riforma del fisco con risorse ben definite, senza salti nel buio". Occorre, avverte il numero 2 di via XX settembre, "una attenta valutazione delle risorse. Predico sempre prudenza". "Non possiamo fare ricorso al deficit, come si faceva in passato, e questo ci sta premiando come credibilità acquisita dall'Italia a livello internazionale. Abbiamo lo spread sotto controllo e stiamo uscendo dalla procedura Ue per deficit eccessivo", ha concluso Leo, annunciando poi l'eliminazione del requisito correlato alla provenienza geografica dei beni strumentali agevolabili.
Un fatto positivo, ha sottolineato Elbano De Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, aggiungendo che "serve anche semplificare le procedure e rendere strutturale l’incentivo". "In uno scenario geopolitico complesso e con limitate risorse a disposizione – ha affermato - la manovra non ha fatto mancare il sostegno alle imprese, anche di quelle piccole e medie, che rappresentano il tessuto economico fondamentale del nostro Paese. Un fatto positivo per la crescita. La reintroduzione dell'iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali è un segnale importante perché rilancia una misura che, nella sua precedente edizione, ha già dato ottimi risultati".
"Auspichiamo tutti una semplificazione delle procedure - ha concluso De Nuccio -. Dopo l'esperienza dei bonus edilizi, la stagione degli incentivi 'automatici' sembra ormai purtroppo definitivamente accantonata, ma si potrebbe tentare di ridurre a due le tre comunicazioni previste". Per quanto riguarda il periodo agevolabile, De Nuccio ha affermato che "nonostante vi rientrino gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028, occorre fare uno sforzo ulteriore, rendendo strutturale l’incentivo, così da favorire una migliore programmazione degli investimenti e la loro più efficace sostenibilità economica".