La digitalizzazione della Pubblica amministrazione non è solo una questione di comodità: può tradursi in un risparmio concreto per i cittadini. L’app IO ne è un esempio concerto. Oltre a semplificare l’accesso ai servizi pubblici, consente di evitare costi inutili, a partire dalle commissioni sui pagamenti, se usata con attenzione.
Negli ultimi mesi è cresciuto l’IT Wallet, attivato 10 milioni di volte secondo il Dipartimento Innovazione. Sono già 8,5 milioni le patenti e tessere sanitarie caricate sul portafoglio digitale: bastano pochi minuti per avere sullo smartphone un documento valido, utile in caso di controllo o in farmacia. Numeri importanti, ma ancora lontani dal potenziale reale.
Nel Wallet arriverà anche la tessera elettorale, ma non in tempo per il referendum sulla Giustizia: "Sono tempi del Viminale", fanno sapere a Repubblica. Per ora, dunque, resta obbligatoria la versione cartacea.
Tra le funzioni meno conosciute c’è la sezione Messaggi, dove possono comparire comunicazioni con valore legale, ad esempio dell’Agenzia delle Entrate. "Importante attivare nelle impostazioni del telefono le notifiche da parte di app Io perché questi ‘messaggi’ hanno valore legale", consiglia l’avvocato Eugenio Prosperetti. "L'app IO è domicilio digitale del cittadino e attivandola si autorizza la Pubblica Amministrazione a mandare una notifica sull'app IO invece di una raccomandata o PEC. Se si attivano le notifiche, lo smartphone avviserà che è arrivato un messaggio", spiega.
Attenzione anche al collegamento con Send: "L'app IO potrebbe chiedere all'apertura se effettuare il collegamento con la piattaforma Send. Vuol dire autorizzare le PA a mandare direttamente solo la notifica su App IO per le comunicazioni". Attivarlo senza poi controllare l’app può comportare brutte sorprese.
Il risparmio passa soprattutto dal Portafoglio. Qui si inseriscono carte, conto o PayPal, ma al momento del pagamento si può scegliere l’intermediario che applica la commissione più bassa, anche diverso dalla propria banca. Le tariffe variano di pochi centesimi, ma nel tempo fanno la differenza.
Infine la sezione Inquadra, utile per pagare un bollettino PagoPA tramite QR code o caricando un file. "Il nome inquadra è fuorviante", osserva Prosperetti. Le ricevute restano archiviate nell’area Pagamenti e, in caso di rate, l’app ricorda le scadenze successive. Un piccolo ecosistema digitale che, se ben sfruttato, fa risparmiare tempo e denaro.