È in arrivo un salvacondotto per il Superbonus, pensato per tutelare soprattutto i condomini finiti in difficoltà dopo aver utilizzato l’incentivo. Il governo starebbe lavorando a una norma da inserire nel prossimo decreto fiscale: una misura che consentirebbe di chiudere le pendenze con il Fisco attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva, evitando così contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
L’intervento, di cui dà conto oggi, domenica 22 febbraio, Il Sole 24 Ore, punta a offrire una via d’uscita a proprietari e amministratori che si sono ritrovati coinvolti in irregolarità non dipendenti dalla propria volontà. Il meccanismo consentirebbe, in sostanza, di restituire una quota dei benefici ottenuti tramite cessione del credito o sconto in fattura, sterilizzando il rischio di sanzioni più pesanti.
La cosiddetta norma Salva-condomini nascerebbe per alleggerire le responsabilità legate alle difformità tra quanto pagato dal committente e quanto fatturato dai subappaltatori. Ma non è tutto. All’esame dell’esecutivo ci sarebbe anche un’ulteriore disposizione, ancora in fase di definizione, che potrebbe riguardare le contestazioni ai general contractor. In questo caso si ipotizza il riversamento delle agevolazioni indebitamente percepite, senza interessi e sanzioni.
Il nodo centrale è rappresentato dall’attuale impianto normativo: il beneficiario finale della detrazione resta sempre il committente, cioè il condominio o il proprietario dell’immobile, che diventa il responsabile ultimo in caso di irregolarità, anche quando queste derivano da errori tecnici o da comportamenti di imprese e professionisti.
Un esempio concreto riguarda i lavori non ultimati. Per accedere all’ex 110% era necessario completare gli interventi e garantire il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio. In assenza di completamento, il diritto alla detrazione viene meno e il beneficiario si espone alle richieste di recupero da parte dell’Erario. Con la nuova sanatoria, il versamento di un’imposta sostitutiva calcolata sul beneficio irregolarmente incassato consentirebbe di chiudere la partita fiscale.
Lo stesso meccanismo potrebbe applicarsi alle irregolarità nelle asseverazioni tecniche, quando quanto realizzato non coincide con quanto dichiarato, e agli errori nei SAL, gli Stati di avanzamento lavori. In molti casi, infatti, per rispettare le scadenze del 110% sono stati contabilizzati materiali consegnati ma non ancora installati, aprendo la strada a possibili contestazioni.