Il conto alla rovescia è iniziato: l'appuntamento con la dichiarazione dei redditi è sempre più vicino. Oltre agli obblighi tributari, il 730 permette di recuperare somme versate in eccedenza. Anche quando si ospita un parente a casa. Incredibile ma vero, non tutti i contribuenti sanno che, se offrono assistenza od ospitalità a un congiunto in stato di necessità economica, possono beneficiare di un risparmio fiscale previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). "La normativa italiana - riporta Brocardi.it - riconosce il valore della solidarietà familiare, permettendo di abbattere l'imposizione fiscale attraverso rimborsi diretti o detrazioni sulle spese sostenute per i familiari che la legge definisce come fiscalmente a carico". Tra questi il coniuge non separato, i figli di ogni età, i genitori, i generi, le nuore, i suoceri e i fratelli. Per la spettanza delle agevolazioni serve il mancato superamento di una specifica soglia di reddito annuo, fissata generalmente in 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Tale limite viene esteso a 4.000 euro esclusivamente per i figli di età inferiore ai 24 anni, agevolando così le famiglie con studenti o giovani lavoratori con redditi minimi.
Nel momento in cui un contribuente ospita o sostiene economicamente un parente che rientra nei parametri reddituali descritti, acquisisce il diritto di recuperare una parte degli oneri sostenuti nel suo interesse. La normativa prevede una detrazione d'imposta pari al 19% per diverse categorie di spesa, con particolare riferimento agli esborsi per l'istruzione, le spese funebri e le prestazioni sanitarie. Per i lavoratori dipendenti, i quali corrispondono l'imposta sul reddito delle persone fisiche tramite trattenute mensili in busta paga, tale agevolazione si manifesta concretamente sotto forma di rimborso monetario, erogato dal sostituto d'imposta a seguito della liquidazione della dichiarazione dei redditi.