CATEGORIE

Il patto Ue è stupido ma Giorgetti no

Prudenza e realismo sui conti: per scardinare gli accordi sevono alleati
di Sandro Iacometti venerdì 1 maggio 2026

3' di lettura

Prudenza e realismo. Solo chi non ha seguito con attenzione le mosse di Giancarlo Giorgetti negli ultimi tre anni e mezzo poteva aspettarsi che il ministro dell’Economia facesse saltare il tavolo, mandando in fumo il lavoro di recupero di credibilità sui mercati internazionali che porta maggiori investimenti, meno interessi sul debito e più credito a famiglie e imprese. Prudenza e realismo sono le chiavi di lettura della risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica, che solo l’opposizione finge di non capire. Prima sulle barricate perché il governo è contro l’Europa, poi in rivolta perché torna l’austerity.

Lo scenario, ovviamente, è totalmente diverso. Giorgetti ha dimostrato negli ultimi anni di riuscire a rimanere in equilibrio tra le esigenze del Paese (sostegni generosi alle fasce più deboli e alle imprese) e quelle del rigore contabile, più che dimezzando il deficit e riportando il segno più sul saldo primario (rapporto tra entrate e uscite al netto degli interessi sul debito). Il Dfp appena licenziato mette nero su bianco il miracolo compiuto sulla finanza pubblica. Miracolo che quel decimale di indebitamento in più riesce a scalfire solo sul terreno delle polemiche politiche.

È da qui che si parte per affrontare i prossimi mesi. Con una sfida che si gioca non contro l’Europa, ma nell’Europa. Per modificare le rigidità di un patto di stabilità che forse non è così stupido come quello additato all’epoca da Romano Prodi, ma di certo continua ad avere pochi tratti di intelligenza. Il faro si è spostato dal deficit ai livelli di spesa, il percorso di rientro per chi sfora i parametri è diventato più graduale e lungo.

Ma alla fine resta sempre una gabbia che invece di aiutare chi resta indietro gli piazza una serie di mine sul cammino impedendogli di ripartire. Cosa che sfiora l’assurdo quando la crisi è provocata, come ora, da fattori esterni e non da politiche economiche sballate o scarsa disciplina contabile.

Il tormentone, chiaramente, è: se l’accordo fa così schifo perché il governo lo ha firmato? La spiegazione è banale, ma Giorgetti ieri in Aula è stato costretto a ripeterla: se non si trovava l’accordo sul nuovo patto, sarebbe restato in vigore quello vecchio, assai peggio.

Prudenza e realismo sono le armi in mano al ministro dell’Economia. Da una parte si evita di partire lancia in resta sullo scostamento di bilancio in barba a Bruxelles, che qualcuno, anche nella maggioranza, avrebbe gradito.

Ma, come ha spiegato ieri Giorgetti, un paese indebitato «non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare». E qui sono i mercati da dettare legge, più che la Ue. Dall’altra si lascia aperta la strada sulle clausole di salvaguardia generale e nazionale, che richiedono il riconoscimento di circostanze eccezionali per poter scattare. Finora da Bruxelles, che non brilla per lungimiranza, non sono arrivati segnali positivi in questo senso.

Il ministro sa bene che per affrontare la crisi Spagna e Francia possono contare sul nucleare e la Germania su un ampio spazio fiscale («li invidio»), ma è convinto di aver messo fieno in cascina più degli altri e di riuscire a trovare più di una sponda tra gli Stati membri per scardinare il patto. Almeno nelle sue declinazioni più folli. «È molto difficile da sostenere, quanto meno politicamente, una clausola “escape” per le spese nella difesa e non per gli aiuti a famiglie e imprese per l'energia», ha detto. Certo, la scadenza elettorale non aiuta, ma le carte per giocare la partita ci sono. 

tag
giancarlo giorgetti
patto stabilità ue

La mossa del governo "Sospendere il patto di stabilità": la richiesta del governo, clamorosa sfida alla Ue

Il messaggio è chiaro Dl Sicurezza, Giorgia Meloni mette nel mirino la sinistra: "La legalità non è negoziabile"

La disastrosa eredità grillina Giuseppe Conte, la faccia come il bonus: conti risanati, ma potrebbe non bastare

Ti potrebbero interessare

"Sospendere il patto di stabilità": la richiesta del governo, clamorosa sfida alla Ue

Dl Sicurezza, Giorgia Meloni mette nel mirino la sinistra: "La legalità non è negoziabile"

Giuseppe Conte, la faccia come il bonus: conti risanati, ma potrebbe non bastare

Sandro Iacometti

Italia ripescata ai mondiali? Il "no" del governo: "Ipotesi vergognosa"

Redazione

Ora Trump punta a logorare il regime di Teheran

Donald Trump ha cambiato marcia. Non per ingranare la quinta ma per mettere la folle. Lasciate perdere i soliti post pac...
Fabio Dragoni

Piano casa, sgomberi più veloci e proroga il taglio delle accise: le mosse del governo

Edilizia residenziale pubblica, housing sociale e coinvolgimento dei privati. Con l’obiettivo di realizzare 100mil...
Michele Zaccardi

La doppia sfida su barile e mattone

Il governo ha presentato il piano casa e prorogato il taglio delle accise sui carburanti per altri 21 giorni. Sono provv...
Mario Sechi

Accise e Piano casa, via libera dal Cdm. Meloni: "Provvedimento che ci sta particolarmente a cuore"

Terminato il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Nella riunione del governo sono stati approvati i decreti sulla pro...