Nel 2027 sono in arrivo aumenti delle pensioni che, in base alla rivalutazione, potrebbero essere pari quasi al doppio di quelli di quest'anno. Il caso viene analizzato nel dettaglio da brocardi.it, che entra nel merito delle simulazioni e delle diverse fasce previdenziali.
Le prime proiezioni indicano infatti un adeguamento più consistente rispetto a quello riconosciuto nel 2026. Alla base c'è il meccanismo della perequazione automatica, pensato per proteggere il potere d'acquisto dei pensionati dall'aumento del costo della vita. Il parametro utilizzato è l'indice FOI dell'Istat e, secondo le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio, nel 2027 la rivalutazione potrebbe attestarsi al 2,8%, contro l'1,4% applicato quest'anno.
Tra gli assegni interessati figurano anche le pensioni minime. L'importo attualmente fissato a 611,85 euro mensili potrebbe salire a circa 629 euro, con un incremento di una ventina di euro. Resta però da capire quale sarà il destino delle maggiorazioni straordinarie introdotte negli ultimi anni e in scadenza con la normativa attuale.
Sul tavolo c'è inoltre il tema dell'incremento "al milione", oggi pari a 136,44 euro mensili. Un eventuale rafforzamento della misura potrebbe portare il beneficio fino a 156,44 euro. In base alle decisioni che verranno assunte dal legislatore, l'assegno complessivo per chi percepisce il minimo potrebbe quindi oscillare tra circa 765 e 785 euro al mese.
L'adeguamento riguarderebbe anche l'assegno sociale. La prestazione assistenziale, che nel 2026 ammonta a 546,24 euro mensili, potrebbe arrivare intorno ai 562 euro. Parallelamente salirebbero le soglie reddituali richieste per accedere al beneficio: il limite individuale passerebbe da 7.101 a circa 7.300 euro annui, mentre quello coniugale da 14.202 a circa 14.600 euro.
Novità anche sul fronte anagrafico. Dal 2027, per richiedere l'assegno sociale, sarà necessario aver compiuto 67 anni e un mese di età, con un ulteriore aumento previsto nel 2028 a 67 anni e tre mesi in virtù dell'adeguamento alla speranza di vita.
La rivalutazione coinvolgerebbe inoltre le prestazioni destinate alle persone con disabilità. La pensione base per gli invalidi civili totali passerebbe da 340,71 a circa 350 euro mensili. Incrementi previsti anche per le misure dedicate ai non vedenti e agli ipovedenti, con importi che crescerebbero di alcuni euro al mese.
Quanto alle pensioni ordinarie, una rivalutazione del 2,8% si tradurrebbe in aumenti di circa 28 euro mensili su un assegno lordo da 1.000 euro, 42 euro su uno da 1.500 euro e 56 euro su una pensione da 2.000 euro. Va comunque ricordato che il sistema non applica lo stesso incremento a tutti: la rivalutazione piena è riconosciuta fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi più elevati scattano percentuali ridotte secondo gli scaglioni previsti dalla legge.