«Stiamo lavorando per ridurre la pressione fiscale, stiamo pensando di abbassare l’Irpef dal 35 al 33 per cento fino a 60.000 euro, siamo convinti di poter raggiungere questo obiettivo».
Antonio Tajani - parafrasando la famosa frase di Nanni Moretti dice una cosa di destra liberale, fatto non scontato in un periodo in cui i temi di politica estera e quelli che riguardano la sicurezza saturano l’agenda politica.
Finalmente si torna a parlare della mamma di tutti i problemi che attanagliano questo Paese che è la pressione fiscale. Altro che pericolo Vannacci e alchimie sulla legge elettorale: il centrodestra vincerà le prossime elezioni se presenterà un piano serio e immediatamente attuabile per abbassare davvero le tasse alle imprese e alle famiglie. Questo significa essere di destra, questo è il terreno su cui la sinistra non può scendere pena lo snaturarsi, questo è il campo su cui Vannacci non è attrezzato a giocare né al momento ha la credibilità per farlo.
Da Margaret Thatcher a Ronald Reagan le grandi rivoluzioni liberal-conservatrici hanno avuto successo innanzitutto sulle ricette fiscali e non a caso il fenomeno Silvio Berlusconi nasce in Italia nel 1994 con il famoso slogan “meno tasse per tutti” entrato nella memoria collettiva di fatto a prescindere dalla sua reale applicazione. Meno tasse è la via maestra per la crescita (“Quando una nazione tenta di tassare se stessa per raggiungere la prosperità è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico”, Churchill), per sconfiggere il comunismo (“C'è solo un modo per uccidere il capitalismo - con tasse, tasse, e ancora più tasse”, Karl Marx), per distribuire ricchezza (“Più grande è la fetta presa dallo Stato, più piccola sarà la torta a disposizione di tutti”, Margaret Thatcher), per contrastare l’evasione (“Imposte elevate si traducono in più evasione”, Mario Draghi). E aggiungiamo noi: meno tasse è il modo più efficace per vincere le elezioni soprattutto alla luce del fatto che i tuoi avversari, quelli del Campo largo, propongono esattamente l’inverso.