Il governo ha approvato il 5 agosto una miniriforma del bollo auto, inserita nel decreto sui tributi regionali e sul federalismo fiscale. La riforma non modifica per ora l’importo della tassa né i criteri di calcolo, che continueranno a basarsi su potenza del veicolo, classe ambientale e tariffe regionali. Resta inoltre il superbollo per le auto più potenti e non cambiano le principali esenzioni, comprese quelle previste per le auto elettriche.
Le principali novità riguardano invece le modalità di pagamento e l’organizzazione del tributo. Dal 1° gennaio 2028, il primo bollo avrà una durata di 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione, superando l’attuale sistema che può collegare la prima scadenza a mesi prestabiliti. Per le auto già in circolazione resteranno valide le scadenze maturate con le vecchie regole. Il primo pagamento dovrà inoltre essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione. Le Regioni potranno anche introdurre, per determinate categorie di veicoli, un pagamento del bollo ogni quattro mesi, lasciando quindi spazio a differenze territoriali.
La riforma interviene anche sul settore del noleggio a lungo termine, stabilendo criteri più precisi per determinare a quale Regione destinare il gettito della tassa. Infine, dal 1° gennaio 2027, i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente dovranno essere annotati anche al Pubblico registro automobilistico (PRA). L’obiettivo generale della riforma è semplificare e uniformare le procedure, rendendo più chiaro il rapporto tra immatricolazione, periodo tributario e pagamento.