CATEGORIE

Con chi fare squadra per far ripartire la nostra produttività

Negli ultimi decenni i diritti stanno sopravanzando i doveri, così da determinare squilibri che tendono a minare le potenzialità del Paese
di Bruno Villois mercoledì 5 agosto 2026

2' di lettura

Diritti e doveri sono i pilastri dell’ordinamento democratico e, più in generale, del sistema socioeconomico. Entrambi sono componenti fondamentali della Costituzione a conferma della loro insostituibile importanza. Ma negli ultimi decenni i diritti stanno sopravanzando i doveri, così da determinare squilibri che tendono a minare le potenzialità del Paese. In ambito economico a consentire la crescita concorrono in egual misura i comportamenti dei soggetti che ne hanno la guida. Dal dopoguerra, la produzione industriale s’è arenata e progressivamente ha perso smalto, nonostante il ruolo fondamentale dell’export.

Le dinastie famigliari imprenditoriali, hanno avuto molto sostegno da politica e sistema pubblico, lo hanno avuto grazie al ruolo che l’industria ha avuto nella crescita economica del Paese, dell’occupazione che ha creato, dell’impegno sociale che ha avuto, per ben oltre mezzo secolo, supplendo, soprattutto nel primi decenni del dopoguerra, alle carenze dell’assistenza sanitaria e previdenziale, e hanno accompagnato i sindacati a ottenere diritti impensabili precedentemente. A loro volta, i sindacati hanno meritato l’importante ruolo che ricoprivano, partecipando anch’essi alla crescita socioeconomica in maniera altrettanto importante, aiutando le grandi imprese ad ottenere ruoli e spazi internazionali. Poi entrambi hanno perso smalto, le grandi famiglie dinastiche dell’imprenditoria ai primi cenni di crisi, legata alla globalizzazione, hanno preferito lasciare, incassare e salutare. I sindacati a loro volta hanno agito per contrastare i governi, soprattutto conservatori, ma pure di sinistra, imponendo alle imprese posizioni estreme, non sostenibili con la modernizzazione vincolata agli investimenti, ma anche alla produttività.

Tasse, la rivoluzione: cosa cambia per Partite Iva, Irpef e Comuni

Si apre il cantiere manovra 2027. E il governo è già all’opera per portare martedì, in Consig...

Negli ultimi tre lustri il sistema delle grandi imprese a capitale italiano si è rarefatto, a parte alcuni settori, dove invece è diventato protagonista a livello Ue e in alcuni casi mondiale. Mi riferisco all’agroalimentare con Ferrero, Lavazza, Campari, Barilla, ma anche al farmaceutico con Menarini, Chiesi, Dompè, Italfarmaco, Alfasigma ma pure nella meccanica di precisione e packaging e ultimamente pure nella innovation tecnology sono apparsi imprenditori di prima o al massimo seconda generazione che stanno scalando posizioni. È, però, scomparsa la produzione dell’auto, quella degli elettrodomestici, il tessile, che sovente si confonde con la moda, che viceversa fino alla fine del secolo scorso aveva grandi gruppi come Marzotto e Benetton. I sindacati in presenza di questa accelerata dismissione, nonostante le spinte a cambiar atteggiamento, lanciate dall’illuminato Sergio Marchionne, hanno proseguito nel non capire che bisognava cambiare passo sulla produttività per portarsi ai livelli di tedeschi e francesi, per non dire statunitensi e giapponesi.

La contrattazione sindacale proprio sulla produttività avrebbe potuto avere una possibilità di rilancio. Oggi imprese medio-grandi e sindacati vengono risucchiati in trattative mirate ai bonus sociali e sempre meno alla produttività, con le imprese che producono sempre meno in Italia e sempre più all’estero. Difficile per qualunque governo riuscire a far squadra coi corpi intermedi per risalire crescita economica e sociale.

Panico in Borsa? Un'altra mezza crisi di mezza estate

«Un’altra sessione difficile per i mercati in Asia. Si vede che i listini vengono per lo più trascina...

tag
produzione
industria

Fabbriche in panne Stellantis, spinge in America ma da noi crolla la produzione

Tempi che corrono L'industria sta pagando passaggi generazionali dagli effetti disastrosi

La via maestra Serve più fiducia per alimentare, consumi e produzione

Ti potrebbero interessare

Stellantis, spinge in America ma da noi crolla la produzione

Benedetta Vitetta

L'industria sta pagando passaggi generazionali dagli effetti disastrosi

Bruno Villois

Serve più fiducia per alimentare, consumi e produzione

Buddy Fox

Indice Zew ai minimi: perché la Germania può crollare

Carburanti, via libera alla proroga del taglio delle accise sul gasolio da 17 centesimi

Via libera del Consiglio dei ministri alla proroga, fino al 25 agosto, dell'attuale taglio delle accise sul gasolio ...
Redazione

Adesso Siena vuole mangiarsi l'ex Pop Milano

Il risiko bancario s’infiamma sempre di più in questa già accaldata estate. Nemmeno, ieri, domenica ...
Benedetta Vitetta

Pensioni, la stangata d'agosto: ecco a chi viene tagliato il 5% dell'assegno

Allarme rosso per le pensioni: ad agosto scattano i tagli, pari al 5%, degli assegni per chi beneficia di prestazioni le...

Panico in Borsa? Un'altra mezza crisi di mezza estate

«Un’altra sessione difficile per i mercati in Asia. Si vede che i listini vengono per lo più trascina...
Buddy Fox