Una piccola rivoluzione fiscale per milioni di proprietari di immobili. Stando alle novità introdotte dal decreto legislativo 147 del 2026 sulla fiscalità locale cambiano le regole del gioco per Imu e Tari, con effetti concreti su chi possiede una casa, un negozio o un altro immobile. La bussola è la semplificazione in un unico canale digitale Dall'altro aumentano gli obblighi di tempestività per i contribuenti e si allungano i tempi entro i quali Comuni e cittadini potranno chiedere conguagli e rimborsi.
Capitolo Imu. Qui si registra la novità più importante. La dichiarazione, come registra il Sole 24 Ore, diventerà esclusivamente telematica. Questo sarà l'unico strumento per comunicare le variazioni rilevanti ai fini dell'imposta. Si partirà quindi con un nuovo modello ministeriale creato ad hoc per raccogliere tutte le informazioni necessarie, comprese quelle richieste per beneficiare di eventuali agevolazioni locali. Poi c'è la questione Tari. Chi occupa un immobile, cambia abitazione o modifica elementi che incidono sulla tassa rifiuti dovrà muoversi molto più rapidamente rispetto al passato. La denuncia, come spiega il Corriere della Sera, non potrà più essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo, ma dovrà arrivare al Comune entro 90 giorni dall'evento che genera la variazione.
Infine c'è da analizzare la questione rendite catastali. Si tratta del valore sul quale viene calcolata l'Imu. La riforma interviene per eliminare l'incertezza sui tempi per recuperare somme versate in eccesso o per accertare eventuali importi ancora dovuti. Nel corso del contenzioso, il pagamento della tassa continuerà a essere effettuato sulla base della rendita catastale già registrata. Solo alla conclusione della causa verranno effettuati i conteggi definitivi. Ma se il giudice deciderà di ridurre la rendita, il contribuente potrà comunque chiedere il rimborso delle somme pagate in più entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva.