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Bollette, per famiglie e imprese il risparmio vale 7 miliardi

di Sandro Iacometti domenica 18 ottobre 2026

4' di lettura

Un risparmio per famiglie e imprese di quasi 7 miliardi. Che potrebbe tradursi in una agevolazione annua di oltre 100 euro annui per le utenze domestiche, e in una sforbiciata da 3mila a 20mila euro all’anno per le imprese di piccola e media dimensione. È questo, secondo le prime stime, l’effetto che potrebbe scaturire dal via libera strappato da Giorgia Meloni al consiglio europeo sul decreto bollette. Tutto, ovviamente, è ancora da definire.

Dove il condizionale è appeso alla burocrazia kafkiana di Bruxelles. Dopo l’accordo di massima raggiunto dall’Italia nel summit in Belgio il governo dovrà riformulare l’articolo 6 del Dl dello scorso febbraio riadattandolo Middle East Crisis Temporary State Aid Framework (Metsaf), la cornice temporanea sugli aiuti di Stato introdotta dall’esecutivo comunitario per mitigare le perduranti tensioni geopolitiche e di mercato. Il meccanismo rivisto dovrà poi allinearsi alle indicazioni di Bruxelles, ribadite ieri da un portavoce della Commissione: «La misura sarà temporanea e progettata per minimizzare le distorsioni nel mercato elettrico dell’Ue e per preservare gli incentivi agli investimenti a lungo termine nelle energie pulite. Compenserà esclusivamente l’aumento dei costi del gas e non coprirà i costi dell’Ets (che, invece, erano chiamati in causa nella precedente formulazione stoppata da Bruxelles, ndr), garantendo al contempo un completo trasferimento dei benefici ai consumatori finali. Inoltre, solo i consumatori che beneficiano della misura contribuiranno al suo finanziamento».

Insomma, non una passeggiata. Palazzo Chigi conta di notificare il provvedimento nel giro di un paio di settimane. Poi dopo il verdetto della Ue servirà un nuovo decreto e un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri. Il tutto per rispettare le regole comunitarie, che continuano ad avere poca dimestichezza con le emergenze.

In ogni caso, una volta entrata in vigore la norma consentirà di fissare un tetto al prezzo del gas, si ipotizza per un anno, che dovrebbe attestarsi sui 59-60 euro a MWh. Ai prezzi attuali, con le quotazioni che si aggirano sugli 88 euro, si tratterebbe di un freno al prezzo del metano di quasi 30 euro. Costo della materia prima che è solo una delle variabili che concorrono alla formazione del prezzo dell’elettricità (il gas produce meno della metà del nostro fabbisogno elettrico, ma ne determina il prezzo per il 70%) su cui intervengono complicati meccanismi di mercato che dalla quotazione in borsa di circa 220 euro a megawattora portano il costo della luce in bolletta a circa 300 euro a MWh.

La Ue non ha consentito di depurare dal prezzo del gas l’Ets, la tassa europea su chi inquina. E ha anche imposto che il costo dell’operazione venga recuperato attraverso le tariffe finali applicate agli utenti. Ma il meccanismo, spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, «seppure un po’ farraginoso, dovrebbe consentire di ridurre il costo finale dell’elettricità di circa 30-40 euro a megawattora». Il che significa un risparmio per una famiglia tipo, con consumi di 2,7 Mwh l’anno, dagli 81 ai 108 euro. Complessivamente, per i 26 milioni di utenze italiane, si tratta di una minore spesa di 2,1-2,8 miliardi di euro. Restano esclusi, chiaramente, coloro che hanno siglato contratti bloccati, che non variano in base al prezzo della materia prima. Per quanto riguarda le imprese, il beneficio oscilla in base alla dimensione. Per un’azienda con consumi di 100 MWh annui il risparmio si aggira sui 3mila-4mila euro. Si arriva a 15-20mila per chi consuma 500 MWh all’anno, che è già un attività di media dimensione, e si va poi a salire.

Complessivamente l’industria potrebbe ottenere un risparmio di 3-4 miliardi. Che potrebbe anche salire se, come indicano alcune stime, lo riduzione si attesterà al 25% del costo delle bollette. Cifre in ogni caso non trascurabile, che hanno spinto Emanuele Orsini ad applaudire il risultato ottenuto dal governo. «So quanto per questo risultato il governo si è battuto l'altra sera. Anche con la Presidente del Consiglio ci siamo sentiti diverse volte, apprezziamo quanto abbia fatto come sforzo. Poi è logico che uno contro ventisette, diventa complicato...», ha detto il presidente di Confindustria intervenendo al convegno di Capri dei Giovani Imprenditori. Il sogno, però, restava quello di avere un tetto a 40 euro rispetto ai 60 ipotizzati. Quello, ha spiegato «sarebbe stato il vero aiuto alle imprese».

Da Palazzo Chigi fanno comunque sapere di aver apprezzato il riconoscimento del capo degli industriali e rivendicano quanto portato a casa. «Con il DL bollette il Governo si era posto l'obiettivo di ridurre il costo dell'energia di circa 30 euro per megawattora. L'accordo raggiunto in Europa consente di arrivare a quel risultato. Il meccanismo fissa una soglia di riferimento a 59 euro per megawattora. Con il prezzo del gas oggi poco sotto i 90 euro, la riduzione è di circa 30 euro per megawattora».

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