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Siria, Richard Gere: "Imbarazzato da Trump"

Firenze

L'attore statunitense: "Come americano mi vergogno". E rispondendo a una domanda sul leader della Lega Matteo Salvini dice: "Non mi occupo di politica"

14 Ottobre 2019

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Siria, Richard Gere: "Imbarazzato da Trump"
L'attore statunitense: "Come americano mi vergogno". E rispondendo a una domanda sul leader della Lega Matteo Salvini dice: "Non mi occupo di politica"

Firenze, 14 ott. - (AdnKronos) - "Ci saranno tante persone uccise e danneggiate, e come cittadino americano mi vergogno profondamente per il comportamento del mio presidente". E' quanto ha detto l'attore statunitense Richard Gere nel corso di una conferenza stampa a Firenze, in Palazzo Vecchio, poco prima di ricevere le Chiavi della Città da parte del sindaco Dario Nardella, commentando con i giornalisti la decisione del presidente americano Donald Trump di ritirare le truppe dalla Siria. "E' chiaro - ha proseguito la star di Hollywood - che ha fatto scelte senza pensare alla gente, agli alleati, per i danni che deriveranno da una decisione affrettata. Sono profondamente deluso, imbarazzato, arrabbiato". Il presidente americano Donald Trump "è un personaggio così pazzo che sarebbe difficile da interpretare" in un film. "Penso a qualche film - ha detto ancora Gere - a Richard Nixon, un altro personaggio difficile da interpretare: aveva un grande senso dell'umorismo, era un clown".

"Io davvero non mi preoccupo della politica, mi preoccupo delle persone. L'importante è seguire sempre gli impulsi umani positivi" ha detto l'attore statunitense Richard Gere, rispondendo a una domanda sul leader leghista Matteo Salvini e in particolare se lo considera "un baby Trump" sulle politiche migratorie. Nello scorso agosto Gere si era recato a Lampedusa ed era salito a bordo della nave Open Arms bloccata a largo dell'isola: una decisione criticata allora anche dal ministro dell'Interno. "Finché siamo in contatto con l'impulso umano che è sempre positivo, non conosco esseri umani interamente cattivi, anzi: il totale dell'essere umano è positivo - ha aggiunto la star di Hollywood citando la filosofia buddista di cui è seguace -. Finché siamo in contatto con questo possiamo superare ogni problema molto facilmente". "Ci sono grandi problemi nella vita ma questa semplice cosa di aiutarci fra noi, sentire la sofferenza degli altri e prendere una decisione è estremamente importante, è da tenere presente - aggiunge Gere - Non è difficile, perché lo sentiamo tutti. L'importante è seguire questo impulso umano positivo e dare attenzione a questo impulso".

"La prima volta che sono venuto a Firenze avevo 30 anni ed ero con la mia fidanzata: è stato un momento molto romantico, stavo iniziando a guadagnare un po' di soldi con i miei film e avevo mandato i miei genitori in Europa, anche a Firenze. Ero così lieto di essere in questa città di luce, venendo dalla Pennsylvania, dove mio padre mungeva le mucche. E' una città complessa e mi piaceva che anche mio padre potesse vedere una città così straordinaria e come vive la gente qui". "Oggi sono stato agli Uffizi: era sublime, non riuscivo neanche a parlare dopo per la tanta bellezza. E' stata una doccia di bellezza. Poi sono stato alla Fondazione Franco Zeffirelli e ho capito che Zeffirelli è figlio di Firenze", ha aggiunto Gere.

"Mi scuso, non sono al corrente di queste critiche e non posso commentarle" dice, rispondendo a una domanda sulla mancata presenza alla cerimonia dei consiglieri comunali del centrodestra e del M5s che hanno contestato la decisione del sindaco Dario Nardella definendolo "un riconoscimento da buonisti radical chic" per l'impegno della star verso i migranti. "Sono veramente onorato di ricevere questa onorificenza dalla città di Firenze, sono commosso profondamente", ha aggiunto Gere. "Siamo tutto al mondo per aiutarci l'un con l'altro e per me questo è l'elemento più importante - ha spiegato l'attore - Ci sono tante cose che creano delle differenze e che possono oscurare anche gli aspetti positivi che ci sono nella nostra convivenza. Siamo tutti qui per superare queste differenze". "C'è un livello in cui le cose sono molto semplici ed è il livello umano e quindi se noi cerchiamo di prenderci cura l'uno dell'altro, tenendo presente sempre quel livello umano, possiamo andare avanti e aiutare chi ha bisogno", ha continuato Richard Gere. L'attore, ricordando che è appena rientrato da un ritiro dal centro buddista di Pomaia (Pisa), ha sottolineato: "Gli esseri umani vanno verso la felicità e protendono a sottrarsi alla sofferenza e quindi questo è il percorso comune a tutti noi". "Per chi vive in parti del mondo dove ci sono risorse sufficienti un po' per tutti, è giusto che chi ha questa possibilità si prenda cura di chi invece non ha queste risorse".

"I volontari su quelle navi sono degli angeli; quello che noi abbiamo in mente è di aiutare le persone" ricordando la sua visita, nell'agosto scorso, alla nave dell'ong Open Arms bloccata al largo dell'isola di Lampedusa. "È l'unica cosa importante, che rende significativa la nostra vita". "Se vuole venire con me - ha detto poi parlando dell'ex ministro degli Interni Matteo Salvini - sarei contento; insieme possiamo nutrire quelle persone". "Finora il senso comune ci diceva che chi esce da una casa in fiamme, siccome è in pericolo, va aiutato subito. Ora questo senso comune è stato reso illegale. Soccorrere chi muore in mare è stato reso illegale: questa è una cosa assurda, è una cosa da pazzi. Ma in che mondo ci vogliono costringere a vivere? Chi affoga in mare è un nostro fratello e una nostra sorella"."L'impulso di aiutare qualcuno in pericolo era sempre la cosa più importate da fare nella storia dell'umanità - ha aggiunto la star di Hollywood - Perchè aiutare le persone è un impulso innato nell'uomo. E noi, anche in questo frangente, abbiamo l'energia di trovare la strada giusta". "Una delle cose peggiore che ha fatto il presidente americano Trump - ha dichiarato Gere - è di aver abusato della lingua, equiparando, ad esempio, i profughi, i rifugiati ai terroristi. Trump stimola l'insicurezza, la paura".

Nel primo pomeriggio Richard Gere è stato in visita alla Galleria delle Statue e delle Pitture. Circa un'ora la durata del tour tra i capolavori del museo, condotto dal direttore Eike Schmidt. Gere, che ha firmato autografi e voluto anche una foto di gruppo con i dipendenti degli Uffizi accorsi ad accoglierlo insieme al direttore, ha ammirato in particolare la pala di Ognissanti di Giotto, il doppio ritratto dei Duchi di Urbino, la Primavera del Botticelli, l'Annunciazione di Leonardo ed il Tondo Doni di Michelangelo. "Gere è un visitatore davvero attento e curioso - ha detto Schmidt al termine del tour - si è soffermato su ogni opera, studiando con pazienza i dettagli e facendo molte domande. Ha apprezzato moltissimo la Tebaide del Beato Angelico, sottolineando la somiglianza tra le figure dei santi padri in ritiro ascetico nel deserto e i monaci buddisti tibetani".

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