Dall’Afghanistan arriva un video da una moschea, in cui i talebani sono entrati a mitra spianato e assistono alle celebrazioni tutti sorridenti. Per qualcuno magari sono immagini “distensive” (un nome a caso, Giuseppe Conte), ma testimoniano invece quanto sia già capillare il controllo dei talebani sull’intera civiltà afghana. Un documento confidenziale dell’intelligence consegnato all’Onu riporta che i nuovi padroni del Paese stanno andando a cercare “casa per casa” le persone che hanno lavorato per le forze della Nato o per il precedente governo.
Tra l’altro i talebani stanno già incassando l’appoggio di Cina e Iran, facendo riflettere le istituzioni europee. Da Mosca, dove ha incontrato Vladimir Putin, Angela Merkel ha affrontato di petto la questione: “I talebani hanno avuto più sostegno di quello che avremmo auspicato. Dovremo cercare di parlare con loro per fare in modo che gli afghani che hanno aiutato la Germania possano lasciare il Paese. Spero che si possano trovare delle strutture inclusive e allo stesso tempo spero che il terrorismo non sia più in futuro una minaccia internazionale”.
Nel frattempo non si calma la situazione nella capitale Kabul, specialmente nella zona dell’aeroporto: sono oltre 18mila le persone che sono riuscite a partire da domenica scorsa, almeno 12 quelle che sono morte a causa del caos. Ma non è finita qui, perché secondo Emergency sono almeno altre 10mila le persone che stanno ancora provando a lasciare il Paese.