I militari russi dovranno fare i conti con la giustizia. Ed ecco che da inizio guerra, c'è il primo soldato a essere processato per l'uccisione di un civile nella regione di Sumy. A diffondere la sua foto ci pensa il canale Twitter ТРУХА. Nell'immagine si vede il giovane e la didascalia dell'accaduto. Sarebbe stato il procuratore generale Irina Venediktova ad avviare l'inchiesta il 28 febbraio 2022.
Proprio in queste ore circolano intercettazioni raccolte dal ministero della Difesa ucraino. Qui si sente un soldato russo parlare al telefono con la madre. Il ragazzo, Konstantin Solovyo, militare dell’11° Corpo, svela le tecniche di tortura dell'armata di Mosca. Tra le più agghiaccianti ci sono quella delle "21 rose", che vede i russi strappare al prigioniero la pelle alle dita delle mani, dei piedi e del pene come se fossero petali di un fiore, e quella del "barile".
In quest'ultima il metodo prevede l'introduzione del filo spinato nell’ano della vittima per poi tirarlo via lentamente. Torture che i russi affliggono ai prigionieri ucraini e senza alcun rimorso. "Mi piace", ha detto nell'intercettazione il giovane mentre la mamma lo incalzava: "Te l'ho sempre detto che, in linea di principio, mi trattengo. Se fossi finita lì mi sarei divertita anche io. Siamo uguali".