Propaganda in crisi

Soloviev, la ribellione in diretta tv: "Esercito imbarazzante", il fedelissimo umilia Putin. Crepa al Cremlino

Si cominciano a intravvedere le prime crepe nelle propagandiste tv russe. L'Operazione militare speciale non è più osannata come succedeva finora con minacce di far saltare Londra o Varsavia in una manciata di secondo. Ora nei programmi televisivi di Putin, per la prima volta, si disquisisce della mancata avanzata in Ucraina dell'Armata Rossa. Riporta il Corriere della Sera che a Sessanta minuti è andato in onda l'intervento del colonnello in pensione Mikhail Khodaryonok, un eroe di guerra, che ha detto: "Dobbiamo ammettere che anche la mobilitazione generale non aiuterebbe a uscire da questa situazione, perché mandare ragazzi muniti di armi vecchie come le nostre a combattere una guerra del ventunesimo secolo contro un esercito equipaggiato dalla Nato, non è la cosa giusta da fare".

 

 

Il più famoso dei propagandisti russi, noto ormai anche in Italia, Vladimir Soloviev, ha addirittura definito "imbarazzante" la prestazione dell'esercito russo. L'analista militare Kostantin Sivkov ha dato la colpa alle sanzioni. "Oggi il nostro mercato economico è incapace di soddisfare le esigenze di armamento ed equipaggiamento delle nostre Forze armate". Ma Soloviev si è infuriato e ha aggiunto che la Russia non può competere con le forniture di droni che arrivano all'Ucraina dalla Turchia. "I nostri soldati al fronte ci fanno queste richieste. Mi chiedo perché questa non possa essere prodotta a casa nostra".

 

 

E mentre le tv russe cominciano timidamente a sollevare qualche dubbio o domanda Vladimir Putin tira dritto. In Ucraina è pronto a "un lungo combattimento", come riporta il quotidiano Moskovsky Komsomolets: "La durata dell'Operazione militare speciale non gli interessa, il presidente vuole raggiungere tutti gli obiettivi che si era prefissato".