Alta funzionaria ucraina

Lyudmyla Denisova, "coi parlamentari italiani ho esagerato sui crimini di guerra russi"

Lyudmyla Denisova è stata licenziata lo scorso 31 maggio dopo circa 4 anni trascorsi a capo della commissione per i diritti umani: il Parlamento ucraino l’ha sfiduciata, accusandola di aver commesso troppi errori nell’organizzazione dei corridoi umanitari, nello scambio dei prigionieri e nell’impedire le deportazioni. La Denisova si è difesa avanzando il sospetto che sia stata “defenestrata” per motivi politici e ha quindi annunciato ricorso.

 

 

Intanto il Fatto Quotidiano ha riportato delle recenti dichiarazioni della Denisova, che riguardano anche l’Italia e in particolare il suo intervento in Parlamento. “Ai media che mi criticavano - le parole dell’ex commissaria - ho spiegato perché è importante parlare di crimini di guerra. Ad esempio, quando sono intervenuta al Parlamento italiano ho avvertito una tale saturazione, una tale stanchezza sull’Ucraina… Ho parlato di cose terribili per spingerli in qualche modo a prendere le decisioni di cui l’Ucraina e il popolo ucraino hanno bisogno”.

 

 

La Denisova ha nominato apertamente il Movimento 5 Stelle: “Lì c’è un partito che era contrario alla fornitura di armi a noi, ma dopo il mio intervento uno dei leader del partito ha espresso sostegno all’Ucraina, ha detto che sosterrà l’invio di armi. Ho usato un vocabolario molto duro, anzi forse ho esagerato. Ma ho cercato di raggiungere l’obiettivo di convincere il mondo a fornire armi”. Insomma, l’ex commissaria ha ammesso di aver esasperato i toni sui crimini di guerra commessi dall’esercito russo per raggiungere il suo scopo, ovvero ottenere più armi dall’Italia e dagli altri paesi occidentali.