Le conseguenze della guerra

Russia smembrata tra le potenze, la mappa che sconvolge il mondo

La guerra di Vladimir Putin per ricostruire l'impero russo ha riacceso la miccia della sua disintegrazione. Ne sono convinti i partecipanti al Forum dei popoli liberi che si sono ritrovati a Praga per tratteggiare la nuova mappa della Federazione certi che il peggiore degli incubi di Putin, cioè la fine della Russia, stia diventando realtà. Nella capitale della Repubblica Ceca, si legge sulla Stampa, si sono presentati i suoi vecchi nemici: dall'ex premier ceceno Akhmet Zakaev, ultimo sopravvissuto della prima leva degli indipendentisti di Grozny, esule a Londra, ai dissidenti russi storici come Ilya Ponomaryov, a oppositori bielorussi, politici lituani e deputati ucraini, venuti ad aiutare gli emissari di varie regioni russe a formulare una piattaforma politica.

 

 

La "decostruzione" della Russia, così la chiamano al Forum dei popoli, per ora è una mappa che sembra fantapolitica: Tatarstan, Ingria. Calmucchia, Baltia, Bashkortostan, Karelia, Erzyan Mastor, Circassia, Komi, Daghestan, Urali, Kuban, Udmurzia, Terre Nere, Don, Repubblica Moscovita, Pomorie, Chuvashia, Smalandia, Confederazione Caucasica, Volga. Molte delle 26 repubbliche e distretti autonomi etnici sono in realtà a maggioranza russa, e l'80% della popolazione si riconosce nella nazione dominante, in territori russi. Ma nel progetto del Forum figurano anche minoranze etniche e realtà regionali come la Libera Ingria (cioè la regione di Pietroburgo) e territori storici come Pskov e Smolensk che cominciano a pensare a secedere, talvolta costruendo identità improbabili come la "Smalandia", fondata da presunti antenati svedesi.