Dopo l'attacco ucraino

Putin, reazione brutale per il ponte di Kerch: "affamare il mondo"

"Risponderemo", aveva detto Vladimir Putin dopo l'attacco ucraino al ponte di Kerch che ha isolato la Crimea russa, provocando due morti. Secondo Mosca, dietro le esplosioni ci sarebbe la mano dei servizi segreti americani e inglesi, e ogni promessa dello Zar è debito. La reazione del Cremlino è arrivata, brutale: prima la decisione di chiudere l'accordo sul grano in via definitiva, un dietrofront che minaccia di affamare gran parte degli Stati più poveri del mondo. Quindi, dal punto di vista militare, una pioggia di piombo su tutta l'Ucraina, colpita nella notte con bombardamenti a tappeto. 

 

 

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Il ponte che collega la Crimea ai territori controllati dai russi era uno snodo chiave anche dal punto di vista dei rifornimenti militari, e non a caso le autorità moscovite si sono spese per ripristinare al più presto i collegamenti. Una volta risolta temporaneamente l'emergenza, le forze dell'esercito russo si sono concentrate sulla controffensiva: l'allarme antiaereo è risuonato nella notte in sette regioni ucraine: Dnipropetrovsk, Kirovohrad, Mykolayiv, Odessa, Poltava, Kharkiv e Cherkasy. Tutte tornate obiettivo militare, indiscriminatamente. "Le operazioni di combattimento della difesa aerea continuano", ha confermato Sergiy Bratchuk, funzionario dell'amministrazione della regione di Odessa. Secondo quanto scrive su Telegram il comando operativo ucraino per il sud dell'Ucraina, "il nemico sta attaccando le regioni meridionali con veicoli aerei senza pilota". Il sud del Paese è nel mirino di "attacchi di droni", ha riferito sullo stesso social network il governatore regionale Oleg Kiper, invitando la popolazione a rimanere nei rifugi fino a quando non sarà revocata l'allerta antiaerea.

 

 

 

Durissime intanto le critiche dell'Occidente sul rifiuto di Mosca di estendere la Black Sea Grain Initiative: "Danneggia milioni di persone affamate in tutto il mondo. Usare il cibo come arma è irragionevole. Esortiamo la Russia a invertire la rotta", scrive il segretario di Stato Usa Antony Blinken. Per la premier italiana Giorgia Meloni, la decisione della Russia di interrompere l'accordo sul grano "è un'altra offesa contro l'umanità". Il Cremlino assicura che la Russia adempirà ai suoi obblighi contrattuali delle forniture di grano ai clienti. "Da parte nostra, ci impegniamo ad adempiere a tutti gli obblighi contrattuali sulle forniture di grano russo ai clienti e a continuare a fornire assistenza ai bisognosi nei paesi in via di sviluppo nonostante tutti gli ostacoli", ha spiegato il primo vice-rappresentante permanente presso le Nazioni Unite russo Dmitry Polyansky.