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Corea del Nord e il satellite, "una dichiarazione di guerra"

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La Corea del Nord considererà i tentativi degli Stati Uniti di neutralizzare il suo primo satellite da ricognizione in orbita terrestre come una dichiarazione di guerra e potrebbe rispondere con azioni simili. Lo scrive l'agenzia di stampa russa Tass, citando una dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa della Corea de Nord diramata dall'agenzia di stampa statale Kcna.

Il regime comunista guidato da Kim Jong-un ha lanciato il proprio satellite nello spazio 10 giorni fa dopo due test falliti a maggio e ad agosto. Un funzionario statunitense ha spiegato che Washington disponeva di vari "mezzi reversibili e irreversibili" per "privare un avversario delle sue capacità spaziali e contrastarlo". Non si faceva esplicito riferimento alla Corea del Nord, ma era abbastanza chiara l'allusione. "Se gli Stati Uniti tenteranno di violare il territorio legittimo di uno Stato sovrano", allora Pyongyang "prenderà in considerazione l'adozione di misure di autodifesa per indebolire o distruggere la vitalità dei satelliti spia americani", ha avvertito il portavoce del Ministero degli Affari Esteri nordcoreano.

Che la "guerra spaziale" rischi di trasformarsi in guerra vera e propria lo testimonia anche la tensione che ha accompagnato la messa in orbita del primo satellite militare spia della vicina Corea del Sud, nemica giurata di Pyongyang e fedele alleata degli Usa. Il satellite è entrato in orbita dopo il lancio con SpaceX e rientra nella corsa allo spazio nella penisola. Il satellite, di fabbricazione nazionale, consentirà a Seul di sorvegliare il Nord. Il progetto prevede il lancio di altri quattro satelliti spia per la fine del 2025 allo scopo di accrescere le capacità di ricognizione. Il satellite, in orbita tra i 400 e i 600 chilometri sopra la Terra, è in grado di individuare un oggetto delle dimensioni di 30 centimetri secondo quanto ha riferito il ministero della Difesa sudcoreano. 

 

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