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Mosca, deliri sul "Fatto Quotidiano": l'attentato ispira i re del complotto

Giovanni Sallusti
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Ci sono i complottismi normali, quelli che tirano una linea retta ed arrivano subito al colpevole di tutti i complotti che si rispettino, lo Zio Sam. È la cagnara purtroppo non solo social, ma anche opinionistico-televisiva, che in questi giorni assicura a proposito della mattanza di Mosca: c’è dietro la Cia. La stessa che ha avvisato i colleghi russi del rischio imminente? Certo, voilà un’altra prova! È chiaramente un delirio, ricolmo di quelle che Sir Karl Popper chiamava spiegazioni ad hoc, per cui qualunque cosa accada dimostra la tesi/complotto di partenza. È però un delirio soporifero e tutto già sentito. Molto più interessante è la variante (pseudo)colta del delirio, quella che si esercita in analisi geopolitiche sbilenche e funambolismi strategici rarefatti, per dare una parvenza di nobilitazione razionale al complottismo. Finendo per produrre effetti ancora più irresistibili della versione basilare, che almeno può sempre mimetizzarsi nel grande cazzeggio cliccante.

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