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Mamdani giura sul Corano nella metro È il primo sindaco di New York a farlo

di Matteo Legnani venerdì 2 gennaio 2026

2' di lettura

Meno di un anno fa il 34enne Zohran Kwame Mamdani era un semisconosciuto consigliere del municipio di New York. Mercoledì, pochi minuti prima della mezzanotte, accompagnato dalla moglie Rama Duwaji e dalla procuratrice generale dello Stato Letitia James, è sceso da un treno della metropolitana newyorkese presso la stazione di City Hall e davanti a famigliari, amici e giornalisti, per la prima volta nella storia della città ha giurato fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti e alle leggi dello Stato ponendo la mano sinistra non sulla Bibbia, ma sul Corano. La cerimonia, iniziata esattamente allo scoccare della mezzanotte che ha segnato l'inizio del nuovo anno, è durata una decina di minuti, durante i quali il primo sindaco musulmano della Grande Mela ha firmato i documenti che attestano l'inizio del suo mandato e pagato, come da tradizione, 9 dollari in contanti al cassiere del municipio.

L’investitura ufficiale si è tenuta diverse ore più tardi, alle 13 ora locale (le 19 italiane) davanti alla City Hall e alla presenza di circa 40mila tra invitati e semplici cittadini che hanno sfidato le temperature sottozero presenti in questi giorni in città pur di assistere a quello che, per i presenti, è stato un momento storico, paragonabile al giuramento da presidente di Barack Obama. Mamdani è stato raggiunto da quelli che sono da considerarsi, politicamente, il suo padrino e la sua madrina: il democratico socialista (nonché senatore al Congresso per lo Stato del Vermont) Bernie Sanders, che gli ha fatto nuovamente pronunciare la formula di giuramento, e la democratica più a sinistra dei cinque distretti newyorkesi, la deputata al Congresso Alexandra Ocasio Cortez.

Da oggi Mamdani sarà alla guida di una macchina amministrativa che conta 300mila dipendenti, tra i quali anche migliaia di poliziotti del NYPD che lui in più occasioni aveva definito «razzisti» nei post sui social da privato cittadino. Cresciuto all'interno del movimento pro-Pal e da convinto sostenitore della globalizzazione dell'intifada, sarà chiamato a essere il sindaco di tutti, ebrei compresi. Ma, soprattutto, dovrà realizzare il programma sbandierato in campagna elettorale per rendere la città più alla portata della gente comune, grazie a mezzi pubblici gratis, assistenza gratuita ai bambini in età prescolare e congelamento degli affitti per quattro anni.

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zohran mamdani

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