Il terrore vive stabile negli occhi e nei ricordi, il fumo staziona ancora nei polmoni dei testimoni della strage di Crans-Montana, che hanno raccontato al Corriere della Sera l’inferno vissuto nella trappola del Le Constellation. All’1.28 della notte di Capodanno le fiamme hanno fatto strage di ragazzi. Un massacro annunciato, figlio di una gestione dissennata e di una sicurezza inesistente, come emerge dai verbali raccolti a poche ore dal rogo.
Morire, lì sotto, aveva anche un prezzo. Un tavolo “vip” costava mille franchi svizzeri. Chi provava a risparmiare veniva cacciato. Jessica Moretti ammette di aver allontanato un adolescente perché aveva "una bottiglia di amaretto vuota che non proveniva dal nostro bar".
Il business prima di tutto, la sicurezza mai. Jacques Moretti lo conferma senza volerlo. Arriva di corsa dal locale gemello, prova a entrare ma il fuoco lo respinge. Tenta la porta di servizio: "Era bloccata con un chiavistello", ammette. Forzandola trova a terra "5 o 6 persone tra cui Cyane", la cameriera 24enne. "Molto commosso", annota la polizia. Cyane era risalita dal sotterraneo, ma non è riuscita a liberare quella via di fuga.
Agli inquirenti Moretti spiega che la spugna fonoassorbente del soffitto, da cui è partito l’incendio innescato dalle fontane scintillanti, era "schiuma standard" comprata in un negozio di bricolage. Doveva essere ignifuga, non lo era. Le uscite di sicurezza? Bloccate. Al piano terra "l’uscita di emergenza era l’ingresso", perché il condominio non avrebbe autorizzato l’altra. Nel locale da 360 metri quadri potevano entrare fino a 300 persone, senza impianto antincendio, con quattro estintori e personale non formato.
Controlli? "Due o tre in dieci anni". Il sindaco ha ammesso che dal 2020 non ce n’è stato neppure uno. Poi la "palla di fuoco". "In pochi secondi il fuoco si è propagato all’intero soffitto", racconta una ragazza. Un vigile del fuoco dice al Corriere: "Abbiamo visto centinaia di persone in preda al panico". Porte sfondate, corpi a terra, segni evidenti del flash over. Una strage che si poteva evitare. E che ora chiede conto a chi ha trasformato una discoteca in una camera a gas.