Abbiamo più volte sostenuto che se in Italia ci fosse al governo l’attuale caravanserraglio della sinistra sarebbe una sciagura. È un’esagerazione, ma per difetto. Senza particolari voli pindarici, c’è un caso che più di tutti mostra l’inadeguatezza, l’insipienza politica e di visione di costoro: se il folle e lungamente evocato boicottaggio pro-Pal di Israele, delle sue aziende, tecnologie e conoscenze fosse davvero andato in porto, oggi i ragazzi ustionati nell’incendio di Crans Montana avrebbero rischiato seriamente di non aver accesso a un farmaco che li sta aiutando a sopravvivere.
Fra le numerose e complesse cure che i feriti stanno ricevendo, ci sono anche delicate terapie con il farmaco NexoBrid: si tratta di un gel a base di concentrato di enzimi presi dal gambo dell’ananas (il cui principio attivo è la bromelina, depurativo e antiinfiammatorio molto apprezzato e diffuso) che, spalmato sul tessuto morto ustionato, riesce a rimuoverlo in poche ore rispettando quello sano evitando una rimozione chirurgica dolorosa, impegnativa con perdita di sangue e comunque meno selettiva. Farmaco del quale c’è grande domanda visti i tanti teatri bellici attivi (lo certifica una nota dell’Aifa, che ha «autorizzato l’importazione dall’estero del prodotto carente fin da novembre 2025»).
Ora, questo farmaco da chi è stato ideato, prodotto e commercializzato? Dall’israeliana MediWound che la sinistra avrebbe volentieri buttato nel calderone dei malvagi. Hanno perfino messo in piedi liste di proscrizione. La campagna del famigerato gruppo Bds, Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese, porta avanti un elenco costantemente aggiornato contro aziende «complici del genocidio e del sistema israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid e contro i prodotti israeliani». Al momento, la MediWound non compare in questa lista della vergogna ma se il clima politico fosse stato propizio potete scommetterci che ci sarebbe rapidamente finita.
Non è una considerazione immaginifica: qualcuno ci ha già provato. Lo scorso luglio infatti, la Commissione Europea ha presentato una proposta formale per la sospensione parziale dell’accordo di associazione di Israele al programma Horizon Europe. Un testo il cui codice è 52025PC0620 (disponibile su EUR-Lex, il portale per accedere al diritto dell’UE) derivato dal documento pubblicato il precedente 23 gennaio che vedeva 251 firmatari tra i quali Ilaria Salis, Mimmo Lucano, Cecilia Strada (figlia di un medico che ha speso la vita in prima linea per salvare vite).
Quel testo chiedeva «la sospensione parziale dell’accordo tra l’Ue, da una parte, e Israele, dall’altra, sulla partecipazione di Israele al programma dell’Unione Orizzonte Europa-Programma quadro per la ricerca e l’innovazione». Parlamentari europei (appartenenti principalmente ai gruppi The Left, Greens/EFA e S&D) avrebbero stoppato i finanziamenti ad attività di ricerca di 46 aziende fra le quali la stessa MediWound, iniziativa che nell’agosto 2025 è addirittura spalleggiata da una lettera firmata da 110 ex parlamentari europei e oltre 300 diplomatici che chiedevano una sospensione ancora più drastica (totale e non solo parziale) di ogni accordo.
Nonostante il parere favorevole di 10 Stati (tra cui Francia e Spagna), l’opposizione di Italia e Germania è stata determinante per impedire il raggiungimento della maggioranza qualificata necessaria al momento della votazione e bloccare la folle iniziativa che oggi avrebbe potuto ingigantire il dramma di Crans. I compagni avrebbero sbagliato ancora una volta, e ancora una volta sulla pelle degli altri...