Nel 1661, Zheng Chenggong – Koxinga per gli olandesi – era l’ultimo generale fedele alla dinastia Ming. I barbari Manciù avevano conquistato la Cina, fondato la dinastia Qing. Per 16 anni Koxinga li aveva combattuto, ma le stava buscando.
Aveva 37 anni, un esercito di 100.000 uomini, 900 navi e decise l’ultima mossa: conquistare Taiwan, scacciare gli olandesi, trasformare l’isola nella base per riprendersi la Cina. In meno di un anno, gli olandesi capitolarono. Koxinga era nato nel 1624 a Hirado, in Giappone, figlio di un mercante cinese e di una nobile giapponese. Koxinga giurò fedeltà all’ultimo imperatore Ming, prese il comando della flotta, combatté i Qing per due decenni. L’imperatore Qing gli offrì titoli e l’amnistia. Koxinga sputò sulle offerte. Tradire i Ming significava tradire la civiltà cinese. A Taiwan, Koxinga instaurò un governo Ming in esilio: mantenne le istituzioni, i rituali, il calendario. L’isola divenne base per la riconquista – sulla carta. Koxinga morì nel 1662, a 39 anni. Suo figlio e nipote continuarono a governare per 20 anni, promettendo di riconquistare la Cina, ma non ci provarono mai. Nel 1683, i Qing invasero Taiwan. Il sogno Ming era morto ma Koxinga divenne leggenda: sia per i comunisti (l’eroe che sconfisse i colonialisti) sia per Taiwan (il fondatore dello Stato).
Nel 1949 Chiang Kai-shek aveva 63 anni e stava perdendo la guerra civile. I comunisti avevano conquistato tutta la Cina. A dicembre, Chiang evacuò due milioni di persone – soldati, funzionari, e il tesoro nazionale – sull’isola di Taiwan. Continuò a chiamarsi presidente della Cina, mantenne il seggio all’Onu, promise che avrebbe riconquistato il continente.
Chiang era nato nel 1887 a Fenghua, Zhejiang. Studiò in Giappone, aderì al movimento di Sun Yat-sen che voleva rovesciare i Qing. Nel 1911, la rivoluzione trionfò ma la Cina precipitò nella guerra civile: Chiang riuscì a riunificare il Paese ma poi l’invasione giapponese, la guerra mondiale e lo scontro coi comunisti lo piegarono. Nel 1949, Mao vinse. Riparato a Taiwan, Chiang instaurò una dittatura ma modernizzò l’isola: riforma agraria, industrializzazione, educazione, crescita economica. Taiwan divenne una Tigre Asiatica.
Chiang morì nel 1975, a 87 anni e lasciò il potere al figlio Chiang Ching-kuo che nel 1987 revocò la legge marziale. Oggi Taiwan è una democrazia a economia avanzata ma con una identità anomala: è indipendente di fatto ma è anche l’isola più cinese che ci sia. Per le tradizioni, la sensibilità, soprattutto per la lingua. Il sogno di Koxinga è fallito, quello di Chiang si è trasformato. Ma quel sogno è giusto, è l’unica via di scampo per l’isola. Taiwan si salva se conquista la Cina. Con la democrazia. Un’impresa da pirati.