Il precedente c’era già stato, e parlava chiaro: la ragazza minorenne trovata in strada in coma etilico dopo una serata al Constellation. Un episodio che oggi torna con forza nelle carte dell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, mentre emergono nuove registrazioni delle chiamate disperate arrivate ai numeri di emergenza nella notte dell’incendio. Voci spezzate, genitori in cerca dei figli, e sullo sfondo un locale che, secondo gli inquirenti, da anni mostrava falle nei controlli e nelle regole.
Proprio nel giorno della diffusione di parte degli audio, dalla Svizzera è arrivata la risposta alla rogatoria della procura di Roma. I magistrati del Vallese hanno concesso assistenza giudiziaria all’Italia per la tragedia costata la vita a 40 persone e che ha provocato 116 feriti. “Le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte”, ha spiegato la portavoce dell’Ufficio federale di giustizia Ingrid Ryser a Radio Srf, precisando però: “Non significa che la Procura vallesana abbia bisogno di aiuto”. I pm romani attendono ora l’invito formale per l’incontro tecnico, già ipotizzato a metà febbraio.
Un confronto che servirà anche a chiarire se e come potrà muoversi la polizia italiana e se verrà costituita una squadra investigativa comune. “Ha senso che le due autorità inquirenti si uniscano, mettano in comune le risorse e lavorino congiuntamente”, ha aggiunto Ryser.
Intanto continuano gli interrogatori. È stato sentito il cameriere che già in passato aveva messo in guardia sui rischi delle candele scintillanti vicino alla schiuma fonoassorbente. Presente anche Jessica Moretti, indagata con il marito Jacques, che all’uscita ha dichiarato al Tg1: “Siamo qui perché ci siamo impegnati a farlo, lo dobbiamo alle vittime a cui pensiamo ogni giorno e ci aspettiamo molto da questa inchiesta”.
Ma proprio il passato del Constellation pesa oggi come un macigno. Nel verbale del 21 gennaio Jessica difende il marito definendolo “una persona di sani principi, un uomo di parola e onesto”, e sostiene: “Voglio chiarire che al Constellation non abbiamo mai ricevuto cause legali”. Un’affermazione smentita dagli atti. Jacques Moretti è stato infatti condannato nel 2020 per aver somministrato alcol a minori, dopo il caso della 17enne trovata in stato semi comatoso nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. In quel processo tentò di attribuire la responsabilità ai dipendenti, ma fu multato. Una vicenda che getta ulteriori ombre su Jacques Moretti.