Oleksandr Adarich, ex banchiere ucraino di 54 anni, come è noto è morto lo scorso 23 gennaio a Milano in circostanze misteriose. Il suo copro è volato giù dal terrazzo di un b&b in via Nerino. Ma le indagini adesso sarebbero a un punto di svolta: a quanto pare si tratterebbe di un sequestro orchestrato da un commando di uomini russi. Secondo la ricostruzione del figlio Igor, 30 anni, testimone di quanto accaduto, depositata ai Mossos d'Esquadra di Barcellona il 24 gennaio, padre e figlio erano arrivati da Barcellona per un incontro d'affari con un contatto Telegram chiamato "Kirill", probabilmente legato a un grosso investimento o trasferimento di fondi.
Il B&B di lusso in via Nerino era stato prenotato con generalità false da uno sconosciuto dell'Est Europa. Appena entrati, un uomo gentile li ha accolti, ma dopo 30 secondi sono spuntati tre uomini russi "professionisti": hanno aggredito alle spalle padre e figlio, incappucciandoli con sacchetti di stoffa, legandoli e immobilizzandoli con prese al collo che provocavano soffocamento e perdita di conoscenza a ogni movimento.Igor ha descritto i sequestratori come esperti: "Ad ogni nostro minimo movimento praticavano una leggera pressione sul collo".
Il padre è stato separato e portato in un'altra stanza; Igor ha sentito la voce del genitore che chiedeva "di fare con calma", forse mentre gli estorcevano la password per il wallet crypto o per dare il via ad alcuni trasferimenti milionari tramite pc.Dopo circa due ore, i rapitori hanno liberato Igor con minacce esplicite: "Sappiamo dove abiti", elencando dettagli privati sulla sua vita per dimostrare che potevano rintracciarlo. Lo hanno mandato via senza telefono, con solo passaporto e soldi per un taxi all'aeroporto, intimandogli di non parlare e di tornare in Spagna. Igor non ha più rivisto il padre. Poi ha saputo della sua morte.