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OPINIONE

Iran, è finita l'era di Khamenei: finalmente!

di Mario Sechidomenica 1 marzo 2026
Iran, è finita l'era di Khamenei: finalmente!

2' di lettura

Finalmente sappiamo che l’obiettivo di Donald Trump è rovesciare il regime iraniano. Questa è la vera notizia, perché l’operazione militare di Israele e Stati Uniti era già scritta nel libro del domani, innescata da un errore di calcolo fatto dall’ayatollah Ali Khamenei e dai Pasdaran. Pensavano che Trump avrebbe tentennato, come fece Barack Obama nel 2012 con la Siria, quando dimenticò l’ultimatum della «linea rossa» dato al regime di Bashar al-Assad. Primo errore capitale.

Finalmente, dopo settimane di trattative a vuoto, è apparso chiaro, cristallino, il disegno dell’Iran: tirare all’infinito il negoziato, rifiutando ogni accordo con gli Stati Uniti, così da avere il tempo di tornare ad arricchire l’uranio e costruire la bomba atomica, la polizza assicurativa per i tagliagole di Teheran. Per questo hanno detto no a tutte le offerte americane, pensano di poter «resistere» all’attacco. Secondo errore capitale.

Finalmente è cristallino il reale significato della parola «muqawama», resistenza, un concetto che va oltre la lettera e si estende a filosofia di vita (e soprattutto di morte), sacralizzazione della violenza e della sofferenza. Khamenei l’ha applicata contro il suo popolo, uomini e donne che protestavano nelle strade dell’Iran, sterminati in nome della Rivoluzione Islamica, quella dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, colui che nel 1979 fu salutato dall’intellighentsia occidentale come un «liberatore».

Finalmente gli Stati del Golfo vedono il volto assassino del regime iraniano che ieri ha lanciato missili e droni su Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Giordania. Questo è il terzo errore capitale dell’Iran, perché da oggi nessuna delle petro-monarchie arabe salverà Teheran dalla caduta. Quarant’anni di violenze, ricatti, terrorismo, sono un tempo lungo, eterno e impossibile in un Medio Oriente che corre verso un’altra era.

Finalmente sappiamo quanto la strage degli ebrei del 7 ottobre ha cambiato la storia. Per sempre. Israele non perdona, Israele non dimentica, Israele insegue tutti gli assassini. Come ha detto il leader dell’opposizione nel parlamento israeliano, Yair Lapid, su questo obiettivo, colpire l’Iran che è una delle fonti del terrore antisemita, la sorgente radioattiva del pogrom, c’è una sola nazione unita. Il quarto errore dell’Iran, la benedizione di Khamenei per la caccia all’ebreo.

Finalmente è smascherato il volto degli utili idioti del regime iraniano: sono coloro che nascondono il loro odio per l’America e Israele con la bandiera del diritto internazionale; sono le cancellerie europee di Londra, Parigi e Berlino, tanto deboli da sprofondare nell’ignavia; è la sinistra pro-Pal che non vede il progetto di sterminio e disprezza la democrazia. Per questi sepolcri imbiancati le decine di migliaia di morti sulle strade di Teheran non contano nulla. La storia presenta il conto anche a loro. L’era di Khamenei è finita, finalmente.