Il suo pitbull sbrana e uccide la compagna incinta. E lui finisce a processo per omicidio colposo, con l'accusa di aver lasciato la donna da sola con il cane. La notizia arriva da Soissons, cittadina a nord-est di Parigi. La vittima, Elisa Pilarski di 29 anni, era al sesto mese di gravidanza quando è morta. Mentre il compagno ora finito sotto accusa, il 50enne Christophe Ellul, sarebbe colpevole di aver permesso alla donna di portare il cane, di nome Curtis, a spasso nel bosco, da sola, nonostante per lei rappresentasse un pericolo. I fatti risalgono al 16 novembre 2019.
"Se Curtis è colpevole, fatelo fuori o lo farò io, ma mettete le prove sul tavolo. Ho perso mia moglie, ho perso mio figlio. Pensate che avrei dato una possibilità a Curtis?", ha detto in tribunale l'imputato, secondo cui ci sarebbero state "molte incongruenze" durante le indagini. Il giudice che si occupa del caso ha sottolineato che Pilarski aveva incontrato Curtis poche volte perché aveva conosciuto l'uomo solo qualche mese prima su Facebook. Il 50enne, inoltre, è accusato anche di aver importato illegalmente Curtis dai Paesi Bassi e di aver mentito sulla sua razza, presentandolo come un Whippet-Griffon. Da una visita veterinaria, invece, è emerso che si trattava di un American Pit Bull Terrier, il cui acquisto è vietato in Francia.
L'accusa principale contro Ellul, comunque, è la mancanza di precauzione: il giorno della tragedia era al lavoro e non aveva impedito alla sua compagna incinta, di piccola statura, di occuparsi di Curtis da sola. Durante le indagini, però, il 50enne ha sempre attribuito la colpa della morte della compagna a un branco di cani da caccia. A incastrare il suo pitbull, alla fine, è stata l'analisi del Dna e il fatto che i numerosi segni di morsi trovati sul corpo, sul collo e sulla testa della vittima corrispondessero perfettamente al profilo del pitbull.