Fin da subito la base militare britannica di Akrotiri è finita nel mirino della controffensiva iraniana, portando la guerra a Cipro e soprattutto nel cuore del Mediterraneo e chiamando in causa l'Europa. Non è stato un errore né una svista di Teheran. I droni avevano come obiettivo l'isola storicamente divisa tra greci e turchi perché, come spiega anche Repubblica, è di fatto una "portaerei naturale" alle porte del Medio Oriente.
Gli attacchi all'isola, membro dell'Unione europea, hanno portato il presidente francese Emmanuel Macron a telefonare a Giorgia Meloni e Kyriakos Mitsotakis. L'obiettivo, spiega sempre Repubblica, è allineare Parigi, Roma e Atene e coordinare "l'invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale". L'Eliseo ha deciso di inviare la portaerei Charles De Gaulle perché, parola del presidente, "la guerra si sta estendendo". A bordo 20 caccia Rafale e due aerei radar Hawkeye. Un vero e proprio "scudo" intorno a Cipro.
La fregata francese Languedoc già nel dicembre del 2023, al largo di Cipro, aveva abbattuto droni lanciati dagli Houthi dello Yemen contro il traffico marittimo nel Mar Rosso. I proxy di Teheran, non a caso. anche la Grecia ora ha inviato a Cipro due fregate e quattro F-16 e ha autorizzato gli Usa a utilizzare la base militare di Souda, a Creta.
Anche Londra, ovviamente, è corsa ai ripari. Il premier Keir Starmer ha schierato il cacciatorpediniere Hms Dragon, dotato del sistema missilistico Sea Viper, ed elicotteri Wildcat armati con missili Martlet per abbattere droni, inviando poi 4 caccia Typhoon in Qatar. Persino il "pacifista" spagnolo Pedro Sánchez ha inviare a presidiare Cipro la sua fregata più moderna, la Cristobal Colon, per sostenere eventuali evacuazioni di civili.