«Un centinaio di pannelli solari, fondamentali perle abitazioni e le scuole, oltre a circa 50 tonnellate di merci tra riso, avena, fagioli e medicinali già stivati» e 25.000 euro di farmaci. È l’aiuto per Cuba che annuncia uno degli organizzatori italiani della Flotilla, o «Nuestra América Convoy» quale sarebbe il suo nome ufficiale, che si appresta a partire per l'isola. Tre imbarcazioni in partenza dal Messico (il via rinviato a oggi per il mare grosso), seguendo simbolicamente la rotta di quella nave Granma su cui Fidel Castro iniziò la sua insurrezione contro il regime di Fulgencio Batista. «Un’invenzione propagandistica filo-comunista di persone a cui non è mai importata la libertà del popolo cubano» è il commento che ne dà Orlando Gutiérrez Boronat: un esule cubano in Florida che è cofondatore e portavoce del Direttorio Democratico Cubano e coordinatore dell’Assemblea della Resistenza Cubana.
Giovedì, quasi contemporaneamente all’arrivo di alcuni partecipanti al convoglio sull'isola caraibica, a Madrid, decine di esuli hanno manifestato davanti al Parlamento europeo per denunciare la gravissima situazione a Cuba e per lamentare quello che considerano «una farsa orchestrata dall’estrema sinistra per dare una boccata d'ossigeno a un regime in pieno declino». «Cuba ha chiuso le sue porte agli attivisti per i diritti umani, ai media internazionali e ai giornalisti indipendenti, e ora maschera questo movimento di estrema sinistra come un gesto umanitario spontaneo. Niente di più falso».
Un’altra denuncia: «Hanno organizzato tutto davanti all’ambasciata, molto vicino alla zona del Malecón dove il convoglio dovrebbe entrare. Non c’è carburante per ambulanze o ospedali, ma ce n’è abbastanza per portare la gente all'Avana a protestare contro gli Stati Uniti».
I 25.000 euro sono da raffrontare con i 638 miliardi di dollari che dal 2000 il regime cubano ha ricevuto dal Venezuela di Hugo Chávez e Nicolás Maduro in forniture di greggio, in cambio di addestramento e formazione per le forze di sicurezza. Un know-how per trasformare una democrazia in dittatura, le cui implicazioni sono venute drammaticamente alla luce con le 32 guardie del corpo cubane rimaste uccise il 3 gennaio durante l'operazione che ha portato alla cattura di Maduro. La somma è stata calcolata dal Miranda Center for Democracy, un think tank con sede a Washington.
Dopo tanta abbondanza, il 13 marzo in tv il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che l'isola non riceveva carburante dall'estero da tre mesi. L'ultima grande spedizione di petrolio è arrivata al porto dell'Avana il 9 gennaio, con 86.000 barili dal Messico. Da allora, l'isola si è affidata alla sua esigua produzione di greggio extra-pesante, sufficiente a coprire solo il 40% della domanda.
Adesso ci sarebbero in navigazione due petroliere inviate da Putin, che conferma il suo appoggio al regime. Ma ci sono forti dubbi che possano arrivare davvero, visto che il Dipartimento al Tesoro Usa ha ribadito il suo no. Recenti immagini satellitari rivelano l’entità della crisi, dopo l’ennesimo blackout totale. Lunedì scorso il Ministero dell'Energia ha segnalato una «disconnessione totale», e l’'intera isola è rimasta immersa in un’oscurità quasi totale. La decina di giorni precedenti c’erano state proteste continue, al suono di pentole e casseruole. E a Morón, una sede del Partito Comunista era stata data addirittura alle fiamme. «Cuba ha visto giorni migliori», ha commentato in una intervista Donald Trump. Il presidente, a parte affermare che è suo obiettivo «prendere il controllo dell'isola», insiste che la pressione Usa sta producendo già esiti, e le autorità cubane confermano trattative in corso, pur insistendo che non ci saranno cambi del sistema politico, ma al massimo apertura a imprese straniere e cooperazione contro i narcos. Secondo l'Osservatorio cubano per i diritti umani, tra il 13 e il 16 marzo 2026 sono state registrate almeno 35 azioni repressive contro manifestanti, giornalisti, attivisti, familiari di prigionieri politici e membri dell'opposizione, tra cui 15 arresti arbitrari legati principalmente alle proteste a Morón.