L’intelligenza artificiale va alla guerra. O meglio: l’applicazione massiccia delle capacità di elaborazione dati, si scopre, consente di elaborare nuove strategie. E non solo calcolare le potenzialità di successo di un attacco. Ma anche di salvare vite. Sfruttando tecnologie fantascientifiche che utilizzano il “rimbalzo” di una frequenza cardiaca per individuare un singolo uomo disperso in territori immensi. Quando Donald Trump raccontava ai giornalisti il salvataggio dell’ufficiale dell’F15E abbattuto sulle alture iraniane e rintracciato come un «ago in un pagliaio» non esagerava. I guerriglieri pasdaran gli davano la caccia. Un ufficiale americano da issare come preda di guerra sarebbe stato un colpo mediatico incredibile per Teheran. Non si poteva concedere questa umiliazione globale. Cia, Pentagono, Nasa, servizi segreti israeliani e americani hanno messo al lavoro non solo “le antenne” umane sul territorio. Ma hanno adoperato l’ultimo ritrovato della tecnologia quantistica. Secondo le anticipazioni del New York Post, la Cia ha messo in moto un meccanismo di tracciamento denominato “Ghost Murmur”.
Per i profani di strumentazioni di ultima generazione (double use, doppio uso) per individuare il secondo pilota/navigatore americano abbattuto nel sud dell’Iran la scorsa settimana è stata messa in moto una macchina colossale di “lost & found”. Il dispositivo che ha permesso alle truppe speciali (unità speciali denominate “pararescue”) di scovare il colonnello “scomparso” consente di individuare addirittura un “mormorio” se il raggio di azione è concentrato in una determinata zona. Il gioiellino di allerta riesce a captare il battito cardiaco della persona scomparsa. Utilizzando una magnetometria quantistica a largo raggio in grado di rilevare un’impronta elettromagnetica che corrisponde proprio ad un determinato battito cardiaco umano. Il sistema utilizza quindi tutta la potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale per selezionare la giusta frequenza cardiaca (che è come una impronta digitale, ciascuna è diversa), e riesce a separare il segnale dal il rumore di fondo circostante e ambientale. Ma questo in ambienti non troppo rumorosi. La “fortuna” del copilota (che si era nascosto in un anfratto a oltre 2mila metri di altitudine per lanciare meglio il segnale) è stata di precipitare in un’area semidesertica. Dove la potenza di elaborazione e calcolo non ha dovuto selezionare troppi “obiettivi” umani. Intercettando quindi l’area di potenziale intervento e inviando i mezzi di soccorso nel deserto. Oltre ai reparti delle truppe speciali. L’area da perlustrare era un “ambiente pulito” ha spiegato una al Post. «Quasi senza segnali di altre forme umane in “competizione” con il tracciato del militare precipitato». Altro fattore ponderato lo sbalzo termico. Nelle zone desertiche di notte il contrasto termico tra un corpo vivente e il suolo è individuabile. I cervelloni messi all’opera - capaci di elaborare miliardi di dati - hanno incrociato traiettoria del caccia, area di abbattimento, tracce corporee precedentemente “selezionate” e quelle termiche.
Sarebbe stata individuata anche la società americana che avrebbe messo a punto il “Ghost Murmur” per usi non solo civili (medicina, sicurezza, tracciamento) ma anche militari. Il programma sarebbe stato messo a punto e sviluppato dalla Skunk Works, la divisione di sviluppo avanzato di Lockheed Martin. Non a caso un colosso statunitense leader mondiale nel settore della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Società nota in tutta l’aviazione civile per la realizzazione di motori per velivoli. Ma che è attiva in tutte le attività connesse alla difesa. C’è da dire che al mondo se è vero che gli Stati Uniti detengono il primo posto nella classifica di chi investe di più nelle applicazioni dell’industria quantistica nel resto del mondo non stanno certo a guardare. Esistono società specializzate in Europa, Cina, Russia, India. Secondo le stime del Reserch Nester gli Stati Uniti da soli hanno investito nel 2025 la bellezza di 235,35 miliardi di dollari. Lievitati a 289,88 miliardi quest’anno. La corsa allo sviluppo delle applicazioni quantistiche supportate dai super calcolatori alimentati dalle capacità dell’intelligenza artificiale- oggi coinvolge Giappone, India, Brasile, Germania e Regno Unito. Piccole start-up e aziende vicine all’industria quantistica stanno lavorando per trasformare la magnetometria quantistica da una tecnica di laboratorio in una tecnologia di rilevamento reale. L’intenzione è di sviluppare applicazioni a breve termine per rilevare segnali magnetici estremamente deboli a distanza ravvicinata. L’utilizzo potrebbe favorire «l’analisi dei materiali, la navigazione e il rilevamento biomedico». La SBQuantum, con sede in Canada, è tra le aziende che spingono la magnetometria quantistica in applicazioni sul campo civile. Per i profani si potrebbe ridurre il tutto ad una nuovo e più preciso Gps di rilevamento. Non soltanto per individuare oggetti o persone. Ma anche (tramite un complicato utilizzo delle “tracce” dei diamanti artificiali) individuare un determinato “obiettivo”.