L'Iran ha reagito alla minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di bloccare le navi in entrata e in uscita dallo stretto di Hormuz. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un duro avvertimento su X. "Godetevi i prezzi attuali alla pompa", ha detto, "Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete la benzina a 4-5 dollari". Ghalibaf ha inoltre scritto un'equazione matematica che, secondo quanto riportato, indica che qualsiasi inasprimento di un blocco di Hormuz porta a un aumento dei prezzi del petrolio non lineare e cumulativo, piuttosto che a un semplice incremento 'uno-a-uno'. Di seguito le principali notizie di giornata:
Croce rossa italiana: “Un nostro paramedico ucciso da un drone in Libano”
"Apprendiamo con profondo dolore che nuovi attacchi hanno colpito le unità della Croce Rossa libanese impegnate nelle azioni di supporto alla popolazione, uccidendo un paramedico della nostra Consorella. Attaccare la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari è inaccettabile. Lo dice il Diritto Internazionale Umanitario che detta regole chiare che oggi, purtroppo, non vengono rispettate. Ripetiamo ancora una volta che colpire chi porta aiuto significa impedire che le cure e il supporto necessario arrivino a chi soffre". Lo ha dichiarato Rosario Valastro, Presidente della CRI, dopo aver appreso la notizia. Sarebbe stato un drone a causare la morte del paramedico Hassan Badawi e il ferimento lieve di un altro collega dell'equipaggio.
Ministro Difesa iraniano: “Pronti a ogni scenario e risposta dura”
L'Iran è pronto a qualsiasi scenario e una dura risposta in caso di aggressione. Ad assicurarlo è stato il generale Seyyed Majid Ibn Reza, ministro della Difesa iraniano, a poche ore dal blocco navale dello stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump. "Siamo pronti ad affrontare qualsiasi scenario e le forze armate sono in massima allerta", ha dichiarato citato da Press tv. "Qualsiasi atto di aggressione o provocazione del nemico riceverà una risposta dura e decisiva", ha assicurato.
Avviso Usa ai naviganti, blocco navale è in atto
Gli Stati Uniti hanno messo in atto il blocco navale nelle acque del Golfo di Oman e del Mar Arabico a est dello Stretto di Hormuz, applicabile a tutte le imbarcazioni indipendentemente dalla bandiera. Lo si legge in una nota inviata ai naviganti e citata da media internazionali. La nota precisa inoltre che il blocco non impedirà il diritto di passaggio neutrale attraverso lo stretto di Hormuz verso o da destinazioni non iraniane. Tuttavia, anche le navi neutrali potranno essere sottoposte a controlli e ispezioni per verificare l'eventuale presenza di merci di contrabbando. Secondo quanto comunicato dal comando militare statunitense, il blocco riguarderà tutto il traffico marittimo nell'area indicata. "Qualsiasi nave che entri o esca dalla zona sottoposta a blocco senza autorizzazione potrà essere intercettata, dirottata o sequestrata", afferma l'esercito americano. Saranno tuttavia consentite spedizioni umanitarie, inclusi generi alimentari, forniture mediche e altri beni essenziali, purché soggette a ispezione preventiva.
Iran: “Se nostri porti presi di mira, nessuno scalo nel Golfo sarà sicuro”
Le forze armate iraniane hanno avvertito che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia, dichiarando che nessun porto nel Golfo Persico o nel Mar d'Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani venissero presi di mira. Lo riporta l'emittente iraniana Press Tv. "Se la sicurezza dei porti della Repubblica islamica dell'Iran verrà minacciata, nessun porto del Golfo Persico o del Mar d'Oman rimarrà al sicuro", ha detto il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. In merito al passaggio dallo stretto Hormuz, Zolfaqari ha detto che "le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz". "Alle altre navi - ha aggiunto - sarà consentito il transito nello stretto nel rispetto delle normative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran".
Axios, si tratta ma Trump pronto a riprendere guerra
I negoziati tra Stati Uniti e Iran vanno avanti, ma il presidente americano Donald Trump "sta valutando la ripresa degli attacchi" se il "blocco navale" non facesse "cambiare rotta" a Teheran. Lo riferisce Axios. I mediatori pakistani, egiziani e turchi continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni nel tentativo di colmare il divario e raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra, secondo una fonte regionale e una americana. Le parti, spiega Axios, credono ancora che un accordo sia possibile e che si possa arrivare a un altro round di negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco il 21 aprile. Ma non è detto che Trump resti a guardare. Gli obiettivi di nuovi attacchi potrebbero includere le infrastrutture che aveva già minacciato di colpire. Il presidente Usa, rivela Axios, vuole impedire all'Iran di usare lo stretto di Hormuz come leva nei colloqui.
Mosca, piano Usa su Hormuz non chiaro ma sarà negativo
"Molti dettagli riguardanti il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti rimangono poco chiari" ma si tratta di una iniziativa che avrà comunque un "impatto negativo" sui mercati. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta l'agenzia Tass. "Molto probabilmente, tali azioni continueranno ad avere un impatto negativo sui mercati internazionali; questo si può presumere con un alto grado di certezza", ha affermato Peskov in un briefing con la stampa.
Tajani a Beirut per favorire il raggiungimento della tregua
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Beirut per una serie di incontri istituzionali con il presidente Joseph Aoun e con il suo omologo Youssef Rajji. Lo riferisce la Farnesina in una nota. In programma anche incontri con il contingente italiano impegnato nella missione militare bilaterale italiana in Libano (Mibil) e nel comitato tecnico militare per il Libano (Mtc4l), oltre a un collegamento in videoconferenza con i militari italiani schierati alla Unifil di Shamaa. La missione, ricorda il comunicato, è stata decisa per confermare la vicinanza del governo italiano al Libano, rafforzare il sostegno internazionale al Paese e favorire il raggiungimento di un cessate il fuoco.
Teheran: “Avevamo accettato diluizione dell'uranio, ma gli Usa si sono tirati fuori”
Ali Nikzad, vicepresidente del parlamento iraniano, ha affermato che la Repubblica islamica "era pronta a diluire 450 chilogrammi di uranio arricchito per dimostrare la propria buona volontà". Lo riporta Iran International. Nikzad ha poi precisato che "doveva essere un consorzio interno con la partecipazione di Stati Uniti e Arabia Saudita, ma gli Usa si sono tirati indietro".
Ghalibaf: “Usa non mettano alla prova la nostra determinazione”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano. "Non mettete alla prova la determinazione dell'Iran", ha detto Ghalibaf, che guida il team negoziale, a quanto riporta l'agenzia Fars.
Sanchez esorta Cina a ruolo più incisivo - Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato oggi che la Cina dovrebbe assumere un ruolo più sostanziale su questioni quali il cambiamento climatico, la sicurezza, la difesa e la lotta contro la disuguaglianza, aggiungendo che anche l'Europa dovrà raddoppiare i propri sforzi, dato che gli Stati Uniti si stanno ritirando dai ruoli di leadership su molti fronti. "Ad esempio chiedendo, come sta facendo, che il diritto internazionale venga rispettato e che cessino i conflitti in Libano, Iran, Gaza, Cisgiordania e Ucraina", ha detto Sanchez, alla sua quarta visita in Cina in quattro anni, parlando all'Università Tsinghua di Pechino. "Anche l'Europa dovrà raddoppiare i suoi sforzi, soprattutto ora che gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi da molti di questi fronti". Sanchez dovrebbe incontrare il presidente cinese Xi Jinping martedì, dove si prevede che si concentreranno sulla geopolitica. L'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha dichiarato oggi che la visita di Sanchez è destinata a consolidare i legami bilaterali e ha indicato un percorso più ampio per un impegno costante tra Cina ed Europa.
Iran: salgono prezzi gas e petrolio dopo fallimento negoziati con Usa - Tornano a salire i prezzi del gas e del petrolio, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato un blocco dello stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei negoziati con l'Iran. Al mercato Ttf di Amsterdam, il prezzo del gas è sopra i 47 euro al megawattora, in rialzo dell'8 per cento. Il prezzo del petrolio invece, torna sopra i 100 dollari al barile, con gli indici Wti e Brent che si attestano rispettivamente a circa 103 e 101 dollari al barile.
IDF, "distrutto tunnel di Hezbollah nel Sud del Libano" - I militari israeliani hanno distrutto un tunnel sotterraneo utilizzato dai miliziani del gruppo armato libanese Hezbollah nel sud del Libano. Lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane (Idf) su X. Il passaggio sotterraneo è stato distrutto dopo aver effettuato delle perquisizioni al suo interno. Le Idf "continueranno a operare con fermezza contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non permetteranno che venga arrecato danno ai cittadini dello Stato di Israele", conclude la nota. Negli ultimi giorni, dopo il cessate il fuoco in Iran, le Idf hanno limitato le operazioni a sud del fiume Litani, in particolare nella città di Bint Jbeil. Sul fronte diplomatico, domani è previsto a Washington uno storico round di negoziati tra Israele e Libano presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
La Gran Bretagna "non aderirà al blocco Usa dei porti iraniani" - Secondo quanto appreso dalla Bbc, il Regno Unito non sarà coinvolto nell'applicazione del blocco militare statunitense contro l'Iran. Le navi e i soldati della marina britannica non saranno impiegati per bloccare i porti iraniani, mentre i dragamine e le capacità anti-drone del Regno Unito continueranno a operare nella regione. Un portavoce del governo britannico ha affermato: "Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, che è urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita nel nostro Paese".