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Il bordello dove le SS spiarono il cliente Ciano

Un saggio racconta come il Terzo Reich intercettava nemici e amici tra le lenzuola dell’alcova più raffinata di Berlino
di Bruna Magi venerdì 22 maggio 2026

3' di lettura

Soavi creature delle leggende nordiche, sirene terrestri, curve scolpite nei film di Leni Riefensthal, ma non erano Rusalke, ninfe dai capelli blu in una fiaba ambientata sulle rive del Reno, bensì le raffinate prostitute che lavoravano nel più quotato postribolo (si definivano così le case chiuse) di Berlino, frequentato dalle più alte cariche politiche e militari del Terzo Reich.

Aveva un nome dolce, quel luogo, faceva pensare a giochi un po’ birichini fra bambine maliziose. Si chiamava “Salon Kitty”, dal nome della sua maitresse, Katharina Schmidt detta Kitty, nata nel 1882 in un quartiere proletario di Berlino, ragazza madre abbandonata, espatriata in Inghilterra, invitata al rimpatrio dalla sorella, che le suggeriva la possibilità di camminare su strade lastricate d’oro per le donne più abili e belle. Lei torna e coglie la palla al balzo, crea Salon Kitty ignara del destino che la consegnerà alla storia, come leggiamo nell’intrigante saggio L’alcova delle spie, sesso e spionaggio nel Terzo Reich, di Giorgio Ferrari (Neri Pozza editore, pag.233, euro 20), argomento già preceduto negli anni da un’ondata letteraria e cinematografica di rilevanza storica.

Il primo volume fu quello di Peter Norden pubblicato da Bietti nel 1971, poi il volto di Helmut Berger che interpretava un alto ufficiale delle SS detto la belva bionda, nel film di Tinto Brass. Nella Repubblica di Weimar sta per irrompere il nazismo, alcol e denaro scorrono a fiumi, il modo più piacevole di spenderlo è andare a trovare Kitty e le sue ragazze. Finché a un alto ufficiale delle SS, il Gruppenfürher Bruno Heydrich coccolato da Hitler, considerato «fermo, tenace, dotato di energia e soprattutto nazionalsocialista devoto e inossidabile» viene affidato il compito di trasformare l’elegante luogo di piacere in una centrale di spionaggio. Che sarebbe servita soprattutto per verificare la fedeltà al regime, attraverso le loro conversazioni, dei nomi più altisonanti, diplomatici, militari, giornalisti, membri del partito. Così la Germania nazista spiava se stessa, con milioni di intercettazioni, senza rendersi conto che al di fuori sapevano già tutto, visto che erano stati violati dai nemici americani e inglesi, entrati nel famoso sistema Enigma, la macchina cifratrice che veniva utilizzata per le comunicazioni militari. Tutto sotto le coltri e il sottofondo di sospiri amorosi, sguardi da voyeur si sostituivano alla “nobile arte” dello spionaggio.

COMMENTI PERICOLOSI

Certamente entrare al Salon Kitty era particolarmente piacevole. Balconi fioriti, pareti color avorio che «brillavano alla luce della luna... Il parquet odorava di cera, il pianoforte di sigarette francesi, e nell'aria aleggiava un profumo di gardenia e impalpabili segreti... I clienti arrivavano in silenzio, i più blasonati accompagnati da un autista che aspettava fuori». È divertente scoprire le visite compiute dal connazionale Galeazzo Ciano, noto per la sua passione verso le avventure galanti, il genero di Mussolini godeva di una considerazione speciale, arrivava scortato dall’ambasciatore Bernardo Attolico, e Kitty lo accoglieva nel grande salone attorniata da sei creature di favolosa bellezza, che parlavano italiano per mettere a suo agio l’illustre “cliente”, pianoforte in sottofondo, a disposizione champagne, tartine di caviale e salmone affumicato.

Ciano era stupefatto per il sex appeal delle ragazze, attratto soprattutto da Ingelore, tanto da arrivare a commenti pericolosi. La cosiddetta “esca al miele” funziona alla perfezione e Ingelore riesce a strappargli commenti che lasceranno a bocca aperta i teutonici alti papaveri.

Ciano le dice sghignazzando: «Con la diplomazia i tedeschi si muovono da elefanti in un negozio di porcellane. Ribbentrop è un imbecille e un ipocrita, non ha neppure letto il testo del trattato di Versailles. Gli inglesi lo detestano e lo sfottono, soprattutto da quando, bardato come un pavone, ha battuto i tacchi e fatto il saluto nazista presentandosi per la prima volta alla corte di Saint James». E poi via con un mare di critiche ai membri delle SS e all’accusa che tutti i tedeschi vicini a Hitler sono rimasti dei rozzi provinciali. Ciano non finisce mai di parlare, diventa cliente ripetitivo, nel 1941 sono tre le registrazioni della sua presenza. Ma il tempo accelera, presto iniziano i bombardamenti su Berlino, Salon Kitty diventa inagibile, tutto brucia, i berlinesi si aggirano come bar.

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