A Crans-Montana si accende un caso attorno ai fondi raccolti durante il concerto benefico di Losanna, organizzato per sostenere le vittime del rogo e i sopravvissuti della tragedia. L’evento, ospitato alla Salle Métropole il 22 aprile e con il tutto esaurito, aveva visto la partecipazione di artisti internazionali e svizzeri che si erano esibiti gratuitamente per la causa solidale. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la serata avrebbe portato a una raccolta superiore ai 150 mila franchi svizzeri, secondo quanto riportato dal Tages Anzeiger, destinati alle famiglie colpite. Tuttavia, a più di un mese dall’evento, emergono dubbi sul reale arrivo di questi fondi ai beneficiari. Alcune fonti parlano infatti di mancati riscontri concreti e di famiglie che, al momento, non avrebbero ancora ricevuto alcun sostegno economico.
Gli organizzatori respingono le accuse e affermano che i proventi del concerto sarebbero stati regolarmente trasferiti all’associazione incaricata della gestione e distribuzione delle somme. Proprio su questo punto, però, si concentra il nodo della vicenda: mancano dettagli pubblici chiari su importi effettivi, tempistiche e modalità di erogazione. Nel frattempo, cresce l’attenzione anche sulla struttura organizzativa dell’iniziativa benefica, con interrogativi sulla trasparenza e sulla tracciabilità dei fondi raccolti. La mancanza di informazioni ufficiali e verificabili alimenta ulteriori dubbi in una vicenda che, nata come un grande gesto di solidarietà collettiva, si è trasformata in un caso ancora aperto. Al centro resta una domanda semplice ma cruciale: quando e come i soldi raccolti arriveranno davvero alle famiglie che, dopo la tragedia, attendono ancora un aiuto concreto?