Grandi manovre sull'asse Roma-Parigi. A meno di una settimana dal Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, l'Eliseo annuncia che il presidente francese Emmanuel Macron riceverà la premier italiana Giorgia Meloni il 25 giugno ad Antibes per il loro primo vertice bilaterale.
La scelta della sede non è casuale: "Per questo primo vertice bilaterale dall'entrata in vigore del Trattato del Quirinale firmato nel 2021 - fa sapere l'Eliseo - il capo dello Stato riceverà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una regione che illustra la ricchezza delle cooperazioni transfrontaliere e mediterranee tra la Francia e l'Italia".
"Il vertice riunirà 9 ministri da una parte e dall'altra - si apprende dalla presidenza francese - ed è in programma anche un forum di affari franco-italiano a Le Cannet, oltre a momenti bilaterali fra cui una visita alla sede di Thalès Alenia Space, impresa franco-italiana, a Cannes". Politica e diplomazia, dunque, ma anche tanti affari.
"Il vertice - conclude l'Eliseo - consentirà di approfondire la cooperazione franco-italiana in diversi settori strategici, in particolare la difesa, lo spazio, l'energia, le infrastrutture. I due leader parleranno anche dei grandi nodi europei e internazionali e degli strumenti per rafforzare i legami fra le società civili francese e italiana, in particolare attraverso i giovani e la cultura".
I "grandi nodi europei", peraltro, li ha già messi sul tavolo Meloni nel suo doppio intervento a Camera e Senato, giovedì. "Sarebbe un errore consentire che il percorso di adesione dell'Ucraina fosse più veloce di quello dei Balcani Occidentali. Sarebbe un errore usare due pesi e due misure, faremmo un errore a dare il messaggio che ci sono nazioni più importanti di altre". Quindi la strigliata a chi comanda davvero a Bruxelles, ovvero gli euro-burocrati: "Non sono d'accordo sul superamento dell'unanimità" per le decisioni della Ue. "La politica le sue sintesi le sa trovare. Noi abbiamo trovato sintesi anche sui temi più divisivi, anche sull'Ucraina. Il problema dell'Europa è da un'altra parte, quanto quelle sintesi politiche si rispettano, o vengono ribaltate da decisioni di persone che a differenza dei politici non possono essere sindacate e sindacabili. Questo è il tema che pongo". "Non credo che la Ue debba essere un club in cui chi è più forte impone la propria volontà agli altri - aveva concluso la premier in aula -. Ma il fatto che oggi si discute di recuperare la cooperazione rafforzata è una strada che va assolutamente esplorata".