La Russia starebbe preparando una possibile "provocazione" negli stati Baltici o in Polonia, nel tentativo di mettere alla prova la coesione della Nato. È quanto scrive il Guardian citando fonti occidentali. Lunedì l'intelligence della Lettonia ha parlato di "segnali" che indicano la preparazione da parte di Mosca di "provocazioni militari contro i Paesi baltici o la Polonia". La scorsa settimana altre fonti di paesi facenti parti della Nato avevano rilasciato dichiarazioni simili.
Gli 007 lettoni hanno affermato: "Vediamo segnali che indicano che la Russia sta preparando provocazioni militari contro i Paesi baltici o la Polonia". Tuttavia, non sarebbe un attacco su vasta scala. La scorsa settimana un'importante fonte politica di un secondo membro della Nato ha spiegato che "stiamo raccogliendo informazioni" secondo cui Vladimir Putin "starebbe pianificando qualcosa contro gli Stati baltici". L'intelligence lettone ha affermato che la Russia non era in grado di aprire un secondo fronte, ma stava valutando "attacchi ibridi, come missili, droni o altre azioni volte a inviare un segnale: smettete di sostenere l'Ucraina, altrimenti avrete i vostri problemi". A spingere il Cremlino a tanto ci sarebbero gli attacchi a lungo raggio condotti dall'Ucraina contro obiettivi vicino a Mosca e San Pietroburgo.
Proprio la possibile minaccia russa porta il presidente lituano Gitanas Nauseda ad affermare che "dobbiamo fare di tutto per convincere Washington che la forte presenza degli Stati Uniti sul fianco orientale è la forza e la resilienza della Nato. (...) Un forte fianco dell'est della Nato significa anche un'Europa forte".