Un altro scandalo rischia di pesare sulla credibilità di Pedro Sánchez. Il governo spagnolo ha destituito con effetto immediato la responsabile della Comunicazione dei Dipartimento della sicurezza nazionale (Dsn), l'organismo della Presidenza del Consiglio che coordina le emergenze e le crisi di sicurezza. Secondo quanto rivelato da El Pais, e riportato dall'Ansa, la decisione è stata presa dalla Moncloa dopo la pubblicazione sul sito del Dsn di un'allerta che informava, citando fonti del ministero dell'Interno, che 49.000 i migranti erano entrati irregolarmente a Ceuta nelle prime 24 ore della crisi.
"L'allerta, che è stata poco dopo cancellata e non appare più nella web del Dsn, è stata il primo riconoscimento ufficiale della dimensione che aveva assunto l'irruzione di massa di immigrati nella città spagnola del Nord Africa, anche se la cifra sia poi successivamente stata elevata a oltre le 60.000 persone", riporta il quotidiano. La funzionaria, proveniente dal ministero della Difesa, è stata infatti licenziata venerdì scorso con una telefonata mentre si trovava in ferie.
Il testo del messaggio - pubblicato da El Pais - parlava della "più grave crisi migratoria registrata a Ceuta dal maggio 2021", riferiva del recupero di 19 corpi in mare e segnalava che migliaia di persone continuavano a concentrarsi sul lato marocchino della frontiera, mentre le forze di Rabat intervenivano per disperderle. Il messaggio aggiungeva poi che le reti di trafficanti stavano sfruttando una sentenza del Tribunale Supremo, presentandola ai migranti come un incentivo alla partenza e ricordava la decisione di Spagna e Marocco di rafforzare il coordinamento per accelerare i rimpatri. Al momento la Moncloa non avrebbe rilasciato alcun commento al riguardo.