Ieri sul campo centrale del Roland Garros, dove ogni primavera si svolge il torneo di tennis sulla terra battuta più importante del mondo, è andato in scena il primo atto di una partita altrettanto importante che una finale dello slam: quella per la conquista dell’Eliseo nel 2027.
Jean-Luc Mélenchon, Marine Le Pen, Bruno Retailleau, Édouard Philippe, Gabriel Attal, Raphaël Glucksmann e Marine Tondelier si sono confrontati sui temi della produzione, del lavoro, degli investimenti, della fiscalità e del debito nel quadro della Rencontre des entrepreneurs de France (Ref), la tradizionale convention annuale del Medef, la Confindustria francese. Mercoledì, nel suo discorso inaugurale, Patrick Martin, presidente del Medef, aveva esortato i candidati a «proporre scelte politiche chiare e coraggiose». «Per loro è la garanzia di un fallimento elettorale? Noi pensiamo il contrario», ha detto Martin, ricordando che il Medef rappresenta 240.000 aziende e circa 12 milioni di dipendenti. «Saremo onnipresenti nel dibattito politico», ha aggiunto.
Ma il messaggio non sembra essere stato recepito da colui che secondo gli ultimi sondaggi potrebbe essere il finalista delle presidenziali del 2027 contro la favorita Marine Le Pen: Jean-Luc Mélenchon, leader dell’estrema sinistra. Dopo aver promesso nelle scorse settimane di «gettare nel fuoco» una parte del debito pubblico francese per risolvere le difficoltà finanziarie del Paese, cancellando tra i 600 e i 635 miliardi di euro del debito pubblico detenuto dalla Banque de France a nome della Bce, pari cioè a circa il 20% del debito totale della Francia, ieri davanti agli imprenditori sempre più soffocati dall’ipertrofia normativa ha detto che «non è l’eccesso di norme a impedire di fare affari».
Non pago, il guru della France insoumise ha annunciato che in caso di vittoria non solo abrogherà la riforma del sistema previdenziale che ha alzato l’età pensionabile da 62 a 64 anni, ma fisserà la soglia della pensione a 60 anni: una catastrofe per i già disastrati conti pubblici francesi. All’Eliseo, in caso di vittoria, Mélenchon porterebbe con sé anche Clémence Guetté, deputata vedette di Lfi, che in questi giorni, intervistata dalla radio pubblica francese, ha pronunciato queste parole: «La famiglia tradizionale è sopravvalutata. La coppia, prevalentemente eterosessuale, la famiglia con figli come istituzione, sostenuta, peraltro, dalla destra, dai reazionari di ogni epoca, è una forma di estremizzazione a destra della società».